Come funziona la sensazione


Uno stimolo cutaneo può provocare delle reazioni sensibili, che proviamo insomma, e che riconosciamo come di caldo, di freddo, di brivido o di dolore, per fare degli esempi concreti. Queste modalità sensoriali pare siano attivate da particolare recettori. La visione, l’udito, il gusto e l’olfatto sono gli altri quattro sensi (oltre al tatto), ma a differenza dei recettori agiscono grazie a organi specializzati che conferiscono loro l’attivazione dei sensi speciali: ad esempio nel gusto la conformazione delle papille gustative.

I meccanismi sensoriali di un animale possono essere facilmente studiati attraverso l’addestramento, obbligandolo a rispondere in un determinato modo rispetto a certi stimoli. Metodi simili a questo (pavloviano) possono essere impiegati nell’uomo, ma solitamente è più conveniente basarsi su di un precedente apprendimento e registrare delle risposte verbali, picchè si prendano opportune precauzioni per evitare indebite interferenze. Ad esempio, un daltonico può avere imparato a chiamare verde una foglia e rosso il sangue, ma può sbagliarsi nel distinguere questi due colori quando il confronto viene eseguito in modo scientifico. Quando un soggetto afferma che la luce di una certa lunghezza d’onda è di un colore anziché di un altro, si riferisce al frutto della propria esperienza, non vi è alcuna possibilità che la stessa appartenga ad un’altra persona. Le parole del soggetto indicano puramente quella che è la sua capacità di discernere e distinguere tra due stimoli e dimostrano in modo oggettivo che i meccanismi sensoriali in gioco presentano sempre una differenza.

Non vi è alcuna relazione diretta tra uno stimolo e l’effetto sensoriale che esso produce, ma nell’impiego corrente dei due concetti questi vengono spesso identificati. Per esempio, un suono può essere definito forte, ma l’aggettivo forte si riferisce all’effetto psicologico dello stimolo e non allo stimolo in sé, che è definito più correttamente come “intenso” o “potente”. In realtà, sebbene l’ampiezza di un suo sia determinata soprattutto dalla sua intensità, essa è anche funzione della sua frequenza. Non vi è una corrispondenza precisa tra dimensioni fisiche e psicologiche.

Sebbene le terminazioni sensoriali presentino una sensibilità specializzata per forme diverse dell’energia che le può stimolare, la qualità di una sensazione non dipende dal tipo di energia che ne determina l’insorgenza. Un diapason in vibrazione posto in contatto col capo distale dell’osso radio dà luogo a una sensazione di vibrazione, mentre lo stesso strumento possono in contatto con la testa o accostato all’orecchio evoca una sensazione sonora. Se stimoli diversi sono applicati a un organo sensoriale, si produce lo stesso tipo di sensazione. Sono i sensi a interpretare in modo diverso il segnale. Essi ingannano, ma rispetto a determinate sensazioni sono estremamente precisi.

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