Gli universi espansi nel cinema


In fondo la più importante saga cinematografica tuttora in corso è senza dubbio Star Wars. Fin dalle sue origini George Lucas l’aveva progettata come una piece in nove parti, ruotando intorno alle figure centrali di Anakin e Luke. Lo sviluppo della cinematografia e le potenzialità fornite dalla CGI, di cui Star Wars fin dalle origini, è stata pioniera hanno permesso a Lucas di aumentare enormemente l’impatto visivo della sua storia che in fondo è l’epica tradizionale di un eroe che riscopre se stesso e le proprie radici e trova il significato e la ragione della sua esistenza. Come un moderno Ulisse, Luke deve viaggiare tanto prima di tornare a casa, dopo aver scoperto chi è suo padre. Al contempo la storia di Anakin, alias Darth Vader, è quella di Lucifero del Paradise Lost di Milton. Nulla di nuovo insomma, se non che la visualizzazione aumenta di parecchio il godimento.

Grazie alla creazione di personaggi molto riusciti, Lucas ha potuto diramare la sua storia su più parti, a raggiera, andando spesso a ritroso nelle biografie dei personaggi per cercare di capire il movente delle loro azioni future. In genere nel corso degli anni egli ha creato ciò che viene definito l’Universo Espanso, ovvero una serie di ambientazioni plausibili entro le quali i personaggi si muovono in modo credibile, nel tempo e nello spazio, per dare un filo logico alla trama.

Il concetto di “universo espanso” si applica quindi a tutte le storie relative a Star Wars che talvolta possono riguardare più da vicino personaggi apparentemente estranei alla trilogia originale, è il caso ad esempio di Rogue One: a Star Wars Story, che rientra nell’Antologia di Star Wars, cioè una serie di film non collegati tra loro che però rientrano nell’ambientazione e arricchiscono la narrazione complessiva dell’Universo espanso.

Il tema dell’espansione dell’universo, del mondo complesso, è già presente in Tolkien, che si può definire come il maestro del creatore di un mondo alternativo, credibile, arricchito, in cui egli dispensa ogni tipo di conoscenza fino a creare delle lingue apposite. L’espansione dell’universo nel cinema ha spesso intenti commerciali, ad esempio la DC COMICS e la MARVEL da anni hanno intrapreso il loro percorso, mettendo in produzione dei film spettacolari dal punto di vista delle trame nei loro rispettivi universi espansi, mettendo in scena i supereroi dei loro albi, spesso in storie collegate tra di loro su linee temporali e spaziali comuni (ultimo Batman vs Superman). Il criticato Suicide Squad del 2016 appartiene a questo filone. La credibilità di un universo espanso risiede tutta nella sua capacità di costruire personaggi a tutto tondo, infatti gli studios spesso dedicano interi capitoli ad essi, nella speranza che la storia narrata in quel film riveli qualcosa di più del protagonista, per poi affezionarcisi e seguirlo in un seguito con altri protagonisti.

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