Il futuro del turismo spaziale


Fin dall’epoca delle missioni Apollo è sembrato che la colonizzazione dello spazio fosse una cosa distante non troppi decenni. Chi ha una certa età ricorda le pubblicazioni di fine anni Settanta e Ottanta che predicevano la colonizzazione della Luna o di Marte entro i primi anni del 2000. Sulla scorta dei visionari film di Kubrick, come Odissea 2001 nello Spazio, si ventilava la possibilità di viaggi interspaziali lungo il sistema solare, in moduli abitabili. La verità è che di tutto questo non si è avverato molto, ma vero è che oggi abbiamo una stazione spaziale internazionale (ISS) correntemente abitata da astronauti russi, americani, europei.

Già negli anni ’90 la Pan Am, una delle principali compagnie aeree del mondo, provò a fare da capofila al turismo spaziale, una sorta di colonizzazione privata, non governativa che avverasse le rosee previsioni degli scrittori di fantascienza. L’idea era quella di riconquistare la Luna, ma il progetto – benché non mancassero le adesioni (circa 100.000 aspiranti astronauti) – naufragò insieme alla compagnia aerea.

Un nuovo tipo di viaggio spaziale fu ideato. Lo Shuttle stava diventando obsoleto ed era sempre costoso, quindi da un lato bisognava pensare a un veicolo più economico. D’altro canto si limitava il raggio d’azione: non più la Luna, ma appunto le stazioni spaziali orbitanti, come la MIR sovietica. Al momento del primo passo di Armstrong sul nostro satellite si pensava che avremmo conquistato lo spazio a grandi falcate. In realtà da quel fatidico 21 luglio solo 7 privati (ossia turisti) hanno viaggiato nello spazio, tra l’altro nell’orbita terrestre bassa.

Questi fortunati individui hanno finanziato da sé l’avventura spaziale, noleggiando un posto nella Stazione Spaziale Internazionale e pagato una cifra considerevole per arrivarci. Il più recente di questi, il canadese Guy Laliberté pare abbia speso la modica cifra di 30 milioni di euro, per un soggiorno di 11 giorni nello spazio. Nonostante il viaggio e il soggiorno nella ISS sia piacevole e l’esperienza tra le migliori che si possa desiderare, non è facile viverci. Mancano tutte le comodità che si addicono a un viaggio di piacere. Si paga molto per una location particolare, ma assai spartana. Ciò che si trova nella ISS è quanto basta per sopravvivere, oltre a tutto il materiale scientifico.

Per raggiungere la stazione orbitante, tutti questi turisti hanno impiegato la navicella spaziale Soyuz, di fabbricazione russa, tuttavia dopo che l’equipaggio della ISS è stato portato a 6 non ci sono stati più posti liberi per i turisti. Questo ha spinto numerose agenzie private a cimentarsi nel progetto di rendere disponibili i viaggi spaziali, presentando offerte turistiche basate su vettori alternativi, che come abbiamo visto nel caso dello SpaceX Dragon, incontrano non poche difficoltà. Attualmente è in fabbricazione un modello avanzato della Boeing, che dovrebbe consentire agli americani di tornare in possesso di un vettore per i viaggi spaziali, dopo che lo Shuttle è stato ufficialmente abbandonato per motivi di anzianità e di sicurezza.

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