LeBron James come Jordan in Space Jam 2


Sarà LeBron James, la stella dei Cleveland Cavaliers, secondo quanto riporta l’Hollywood Reporter, il protagonista del sequel del fortunato film con Michael Jordan. Il primo Space Jam, girato all’apice della fortuna sportiva di Air (nel 1996), insieme ai Looney Tunes (con Bugs Bunny in primo piano) fu un successo del botteghino, che i produttori proveranno a replicare. LeBron è sicuramente il cestista più rappresentativo della sua epoca, almeno dal punto di vista sportivo, dei risultati ottenuti, soprattutto a livello individuale. Durante la sua carriera professionistica, iniziata nel celebre draft del 2003, l’autoproclamato King James ha ottenuto 4 MVP come miglior giocatore, 2 titoli NBA, 2 Finals MVP ed è sempre stato selezionato nel primo quintetto della NBA, a parte l’anno da esordiente. Ha infranto molti record e viene considerato un giocatore generazionale, a livello dei migliori in assoluto. Ma non può essere mai Jordan, anche se il paragone, dal punto di vista sportivo, potrebbe starci.

Innanzitutto Jordan è stato leale con la sua Chicago, non ha levato le tende e si è unito a Larry Bird nei Boston Celtics, per vincere dei titoli. Quello che ha fatto LeBron con la Decision del 2010, quando ha lasciato la sua squadra locale (i Cavaliers, dell’Ohio, lo stato dove è cresciuto), James si è tirato addosso molte critiche, risultando immediatamente lo sportivo più disprezzato d’America. È vero che i campioni tendono a dividere, ma Jordan era percepito come più universale, più come icona globale (Kobe Bryant da questo punto di vista lo è stato più di LeBron). James ha capito l’errore e ha tentato di riparare tornando a casa. Ma la gestione post-rientro non risulta essere delle migliori: non è mai entrato in sintonia col coach David Blatt, considerato come un intruso, nonostante il suo eccellente pedigree, e ne ha causato il licenziamento a favore di Tyron Lue, il vice. Inoltre James sembra aver preso il controllo delle sorti sportive di Cleveland, firmando un contratto di breve durata, per imporre le sue scelte strategiche, che all’inizio della sua nuova avventura, nel 2014, si sono concretizzate con lo scambio Love-Wiggins. Risultato? In finale contro gli Warriors James ha lottato come un leone, ma ha ancora perso. Michael Jordan ha sei vittorie su sei partecipazioni alle finals, che parlano per lui. James insomma non pare un mostro di simpatia e la scelta di scritturarlo per questa parte non sembra felice, anche se non è alla prima prova attoriale: LeBron ha ricevuto delle critiche favorevoli per il suo ruolo in Trainwreck, con Amy Schumer. Il giocatore più rappresentativo della NBA attualmente è Steph Curry, due volte MVP, capace di unire tutti con la sua faccia pulita e la sua normalità. Il miglior film sul basket è comunque He Got Game di Spike Lee, con Denzel Washington e l’ex stella dei Celtics e degli Heat Ray Allen.

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