Chi era l’uomo nella maschera di ferro


Nel pieno della DiCaprio mania uscì un film che lo vedeva protagonista dedicato al misterioso personaggio della Maschera di Ferro. Nella narrazione del film con DiCaprio (ma anche nell’originale degli anni ’70 con Richard Chamberlain) il personaggio in questione è il gemello segreto del Re Sole Luigi XIV.

In realtà della Maschera di Ferro sappiamo poco: le testimonianze a noi giunte ce lo descrivono come un prigioniero della fortezza di Pinerolo (Torino), nel 1697, allora occupata dai francesi, poi nell’isola di Sainte-Marguerite di fronte a Cannes, infine nella celebre prigione della Bastiglia a Parigi, dove morì nel novembre del 1703 e fu seppellito con il nome di Marchiali.

L’appellativo di maschera di ferro gli venne dall’essere sempre costretto a indossare sul viso una pesante maschera di velluto nero con armatura di ferro, che la rendeva impossibile da togliere. Si cercò fin da subito di identificare il misterioso personaggio: ad esempio, c’è chi lo individuò nel sovrintendente delle finanze Nicolas Bouquet, imprigionato fin dal 1661; la leggenda più famosa, di cui si fece portavoce un personaggio influente come Voltaire, nella sua opera il Secolo di Luigi XIV, indicò un presunto fratello gemello del Re (è questo il ruolo dell’attore americano), che sarebbe stato imprigionato in quanto legittimo aspirante al trono.

Gli studi più recenti hanno permesso di identificare come personaggio che si nasconde dietro la maschera di ferro il conte Ercole Antonio Mattioli, nato a Bologna nel 1640, primo ministro del duca Gonzaga di Mantova. Secondo una versione Mattioli avrebbe rivelato alla duchessa reggente di Savoia, Maria Giovanna Battista di Nemours, il trattato di vendita della città di Casale alla Francia: secondo un’altra versione avrebbe venduto a diversi principi stranieri dei piani strategici francesi, era insomma una spia. Luigi XIV lo avrebbe fatto cogliere in un tranello e imprigionare. Sono state avanzate altre ipotesi che vorrebbero identificare la maschera di ferro in Jean de la Cloche, figlio naturale di Carlo II di Inghilterra; nell’agente segreto Ogier de Cavoye e nel diplomatico Gremonville, ma nessuna di queste identificazioni ha superato realmente il vaglio della critica. Rimane quella più affascinante del presunto fratello del re Sole.

Il film del 1998 fu prodotto nel pieno della DiCaprio-Mania scatenata da Titanic, con l’attore premio Oscar impegnato nel duplice ruolo di Filippo e Re Luigi (basti vedere il poster che mette in evidenza il viso allora celeberrimo del giovanissimo DiCaprio). Grazie alla sua fama il film fu un successo al botteghino, ma la critica lo bocciò sonoramente, tanto che spinse DiCaprio a non rimanere vittima del personaggio del giovane bello con un destino avverso (vinse un Raspberry per questo). Da allora infatti iniziò a girare solo su progetti di grandi registi come Woody Allen, Steven Spielberg e soprattutto Martin Scorse.

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