Recensione Adele, 25


Il terzo album da solista di Adele Adkins è uscito nei negozi e in download il 20 novembre scorso, anticipato dal singolo Hello, diventato un tormentone sul web e sulle radio. Come aspettato da tanti, 25 (il cui numero fa riferimento all’età della cantante durante la sua registrazione) sta superando 21 il best-seller da 30 milioni di copie del 2011. È impossibile dire oggi se 25 arriverà a quella cifra, ma i dati di vendita sono tali che l’industria musicale ha parlato di rinascimento.

Anzitutto 25 ha portato molti consumatori ad acquistare le copie fisiche dell’album non solo a scaricarlo su iTunes o altri servizi di questo genere. Sono state vendute ben 5 milioni di copie fisiche in un mese, un dato che non si vedeva dall’anno 2000 e in particolare da Marshall Mathers di Eminem (che ne ha vendute anch’esso 30 milioni circa). In America ha superato di slancio No Strings Attached degli NSYNC, anch’esso del 2000, con oltre 4 milioni di copie fisiche. Dati esorbitanti che non si vedevano in pratica da più di 20 anni.

Nel frattempo la musica è molto cambiata. Adele ha una sensibilità unica e l’ha dimostrato proibendo l’ascolto del suo ultimo album sui servizi di streaming come Spotify. La sua potenzialità commerciale è esuberante come la sua voce e dimostra un fatto ineludibile: che se la musica è buona, non è omologata, si differenzia nella produzione, non insegue uno stereotipo, può appartenere a diverse generazioni, comprese quelle che ancora comprano i CD fisici (più di 40 anni) e che amano ascoltare la musica, portandosela appresso non nell’iPod, ma magari in macchina col CD, alla vecchia maniera.

La sensazione degli specialisti del settore è che questi numeri non verranno mai battuti se non fa un altro fenomeno culturale e artistico paragonabile ad Adele. Cosa che non è Taylor Swift ad esempio. Eppure oggi il mercato musicale sembra reggersi per la maggior parte sulle interpreti femminili. Qui c’è parità, dicono gli esperti. Al cinema, nelle serie TV in genere le donne ricevono un cache inferiore. Ciò aveva scatenato, se ricordate, la polemica dell’attrice Patricia Arquette, vincitrice dell’OSCAR per la miglior attrice non protagonista, sulla differenza di trattamento economico tra i sessi. Nella musica le donne dominano, ma è anche vero che Taylor Swift, per quanto talentuosa, ha un pubblico più segmentato, più giovane e certamente pur scrivendo canzoni pop-country di qualità, non raggiunge le vette dell’interprete e autrice inglese. L’album 25 è pieno di collaborazioni importanti (Ryan Tedder e Bruno Mars figurano tra gli autori) e continua a vendere in modo solido anche dopo un mese.

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