Si possono fare i viaggi nel tempo?


viaggitempoNel cinema, nella televisione e nella narrativa di fantascienza per battere il tempo si usa la velocità. Più in fretta si va, più il tempo rallenta, compiendo più spazio. Da questa semplice equazione si capisce che per battere il tempo non solo occorre molta velocità, ma anche un salto concettuale di non facile immaginazione. La velocità della luce viene considerata una costante limite nelle equazioni di Einstein. Eppure anche essa viaggia piuttosto lentamente se allarghiamo la scala della nostra osservazione. I nostri telescopi sono stati in grado di avvistare galassie situate a 13 miliardi di anni luce da noi. In un universo del diametro di 28 miliardi di anni luce, questa velocità è incredibilmente lenta. Per compiere quasi metà del percorso, la luce ha impiegato ben 13 miliardi di anni luce! Questo significa che per spostarsi nello spazio più rapidamente occorre avere velocità estreme.

Il fondamento scientifico dei viaggi nel tempo viene da Albert Einstein e dalla sua teoria della relatività pubblicata nel 1905. Einstein non riuscì però a trovare la formula esatta: semplicemente il viaggio nel tempo era una implicazione della sua teoria, come tante altre che abbiamo potuto verificare. Di sicuro è che la macchina del tempo di cui abbiamo bisogno è semplicemente un razzo in grado di spostarsi ad alta velocità nello spazio. Attualmente il nostro tempo corrente è diviso in sessantesimi. Un secondo per sessanta crea un minuto e il tempo viene scandito in modo esatto, grazie alla precisione dei moti astronomici. Più veloci però si va, cioè maggiormente si strizza questo secondo, più avanti nel futuro andiamo. Attualmente le nostre navicelle e i nostri razzi più veloci raggiungono appena lo 0,003% della velocità della luce. Ciò significa che non riusciamo ad apprezzare gli effetti relativistici dello spostamento in avanti verso il futuro. Ma se andassimo a una velocità di 300.000 volte superiore, fino a toccare quella della luce, allora molte cose cambierebbero. L’importante è che questa intuizione contempli anche lo spazio.  Se potessimo accendere i razzi di una navicella che viaggia alla velocità della luce, che girassimo intorno alla Terra o andassimo in giro per il Sistema Solare per un certo numero di minuti ci accorgeremo che effettivamente stiamo andando avanti nel futuro. Ci basterebbe viaggiare per 1 solo secondo alla velocità della luce, all’esterno della Terra (in un secondo saremmo sulla Luna) che sul nostro pianeta, nella nostra famiglia, ne sarebbero passati ben 50. Facendo le dovute proporzioni un minuto alla velocità della luce in giro per lo spazio equivale a 50 minuti sulla Terra. Basta stare via un intero weekend lungo 259.200 secondi spaziali, per assentarci per 24 anni!

E per viaggiare indietro nel tempo? Sempre in accordo con le teorie sullo spazio-tempo, occorre ovviamente invertire la freccia, che per un principio entropico ci spinge sempre verso il futuro. Per tornare indietro allo bisogna letteralmente spezzare in due una delle costanti, cioè quella della velocità della luce. Nella formula di Einstein non risulta una implicazione simile, tanto che il grande fisico tedesco aveva escluso apertamente la possibilità di tornare indietro come il film Ritorno al Futuro.

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