Per i social Paul Newman è morto di nuovo


Otto anni dopo la sua morte Twitter e Facebook hanno fatto morire Paul Newman una seconda volta. Il noto interprete americano vincitore di due premi Oscar (di cui uno alla carriera) e da sempre icona di bellezza e stile, nonché attivo nel campo della filantropia e della beneficenza e appassionato di corse automobilistiche, ci ha lasciato il 26 settembre del 2008. È stato un simbolo della nuova Hollywood, un vero mito della storia del cinema, che stranamente è stato ricordato l’8 agosto, in un misterioso momento di cordoglio assai difficile da spiegare, se non con la logica dei social network.

Secondo una ricostruzione del Post sembra che la notizia sia partita per scherzo, per vedere cosa sarebbe accaduto all’ennesima bufala, che ha portato enorme visibilità a chi l’ha ideata, ma anche dato un ordine di grandezza sulla stupidità di alcuni fenomeni virali. Una presa in giro globale che può trovare terreno fertile solo nell’ossessione di condividere degli stati d’animo, al fine di attirare ulteriori condivisioni e apprezzamenti.

Paul Newman è stato come qui un grande attore. Proveniente dall’Ohio, dopo aver svolto il servizio militare ha frequentato il celebre Actor’s Studio di New Work, facendo il suo esordio nei teatri di Broadway all’inizio degli anni cinquanta (Ore Disperate di Hayes). Con questa grande esperienza alle spalle, grazie al fisico prestante, non troppo alto, ma asciutto e uno sguardo magnetico, egli si impone come il il Sex Symbol della sua generazione, insieme a Marlon Brando venendo lanciato dapprima in film storici, poi interpretando ruoli sempre più complessi, adatti alla sua espressività tormentata tipica dei giovani dell’epoca (La Gatta sul tetto che scotta e la Lunga estate Calda).

Da allora la sua attività cinematografica si è sempre più evoluta, raggiungendo un livello di popolarità molto elevato e una dimestichezza unica nel passare da ruoli brillanti a drammatici, sempre con un torno di auto-ironia, che lo portano all’indubbio successo al botteghino de La Stangata, insieme a un’altra celebrità del tempo come Robert Redford. È con Il Colore dei Soldi di Martin Scorsese che Newman vince finalmente il suo Oscar da miglior attore protagonista, recitando il ruolo del grande giocatore di biliardo del film Lo Spaccone, che gli era valso anche il soprannome. Newman ha diretto anche dei film, incentrandoli soprattutto sui rapporti familiari, grazie anche alla complicità della moglie Joanne Woodward, quasi sempre interprete dei suoi film.

Newman ha fondato a inizio anni ’80 del secolo scorso un’azienda alimentari i cui ricavati vengono devoluti in beneficenza. Si è stimato che alla sua morte avesse prodotto non meno di 200 milioni di dollari in beneficenza. Appassionato di corse, come pilota ha partecipato alle gare più prestigiose fondando infine un team capace di vincere campionati e gare grazie a piloti come Mario Andretti e Nigel Mansell.

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