GRANDINERA E I SETTE GIGANTI

C’era una volta, in un regno lontano lontano, una principessa dai capelli neri come la pece, la pelle bianca come l’avorio, le labbra rosse come il sangue. Il suo nome era Grandinera. Era una giovane che non provava amore per nessuna cosa, era perfida e dispettosa, passava il suo tempo a escogitare modi sempre più diabolici per torturare la sua famiglia. La sua matrigna era una donna molto dolce, che la amava come se fosse sua figlia, nonostante tutte le angherie che era costretta a subire. Aveva un fido magico consigliere: uno specchio parlante, grazie al quale la matrigna riusciva a seguire la sua adorata figliastra nel suo continuo combinare crudeltà. Un giorno Grandinera decise di scappare dal castello, non ne poteva più di tutta quella bontà e di quel clima positivo che c’era in casa. Lei voleva la malvagità. Partì per il bosco, superò montagne e vallate. A un certo punto, avvertendo un forte influsso malefico, si fermò davanti a una grotta grandissima. Entrò, e vide che la grotta in realtà era attrezzata come un appartamento. Un appartamento gigante, con sedie giganti, un tavolo gigante, piatti giganti. La grotta era deserta, ma Grandinera pensò che con quella splendida atmosfera nefasta qualcuno doveva pur esserci, e si fermò lì ad aspettare. In piena notte, dopo aver ampiamente gozzovigliato, arrivarono gli abitanti della grotta: sette sgradevolissimi giganti, che quando videro Grandinera dormire in un angolo, subito pensarono che fosse un giocattolo inaspettato da torturare. Ahimé, non la conoscevano ancora! Lei era più diabolica dei sette giganti messi insieme! Al suo risveglio, la malvagia principessa si mise subito a dare ordini ai sette giganti, pretendendo di essere servita e riverita. Ma i sette giganti erano degli sfaticati e non avevano nessuna voglia di lavorare, figuriamoci di servire Grandinera. I loro nomi erano: Ignorantolo, Lamentolo, Bonacciolo, Bestiolo, Elogiolo, Papolo e Svegliolo: ogni nome rispecchiava le caratteristiche di ciascuno (i giganti non sono molto fantasiosi!). Iniziò per Grandinera un periodo molto malvagio e molto felice: insieme ai sette giganti passava le giornate a fare scorribande nel bosco, e le nottate ad ubriacarsi con loro. Erano un bel gruppo di scansafatiche, e con il terrore avevano assoggettato il bosco ai loro voleri. Nel frattempo la matrigna di Grandinera si tormentava per la fuga dell’amata figliastra. Un giorno, vedendo che ormai era troppo tempo che era via, e temendo che non sarebbe più tornata, la matrigna chiese consiglio allo specchio magico. “Specchio specchio delle mie bionde chiome, dov’è finita la principessa di cui Grandinera è il nome?” Lo specchio rispose “ la principessa Grandinera nella terra dei giganti si trova, addormentarla tu dovrai con le magiche uova”. La matrigna partì con le uova magiche verso la terra dei giganti, trasformata in una vecchia odiosa mendicante, per assicurarsi la fiducia di Grandinera. Arrivata nei pressi della grotta dei giganti, la matrigna si ingobbì e imbruttì ancora di più, per sembrare più perfida. Entrò nella grotta e lì trovò Grandinera che stava torturando un povero pipistrello. Con grande fatica, perché lei era buona, fece la parte della cattiva e si unì alle torture. La principessa si complimentò con la vecchiaccia per la perfidia e la invitò a pranzo, che di lì a poco sarebbero arrivati gli animali della foresta per soddisfare le sue richieste. I giganti erano a fare baldoria nella miniera e non sarebbero tornati prima di sera. La matrigna pensò che il pranzo sarebbe stato il momento giusto per far mangiare a Grandinera le uova incantate e riportarla a casa. Con fare ripugnante aprì la sua sudicia sacca e ne cavò fuori due uova incantate, offrendole alla principessa per ringraziarla dell’ospitalità. Grandinera, ingorda com’era, mangiò le uova in un sol boccone. Accorgendosi però dell’incantesimo, con una zampata si attirò la vecchina a sé e la costrinse a dire la verità. La matrigna si rivelò, dichiarandole ancora una volta il suo affetto, chiedendole di tornare a casa. Fu l’ultima cosa che disse, prima che la perfida Grandinera, con le sue ultime forze, la strangolasse. Poi svenne. I giganti tornarono a tarda notte, ubriachi. Trovarono Grandinera riversa a terra con ancora il collo della matrigna tra le mani. La mattina dopo, ripresi dalla sbornia, i giganti capirono che la principessa, ormai pietrificata, era stata vittima di un incantesimo. Furiosi, perché avevano perso una degna comare di cattiveria, si riunirono e invocarono tutti gli spiriti maligni. Giorni e giorni di sedute demoniache, sacrifici animali, messe nere. Grandinera giaceva nel bosco e non c’era verso di risvegliarla. Passarono anni, e i giganti ormai si erano rassegnati all’idea che la loro amica sarebbe rimasta una statua per sempre. Un grigio giorno d’autunno un demone si era perso nel bosco a causa della nebbia. Era stanco ed affamato, aveva bisogno di sfogare i suoi istinti diabolici per riprendersi dalla fatica. Il demone era un essere a metà tra un uomo deforme e un animale selvatico. Un incontro poco raccomandabile, soprattutto in un bosco nebbioso! Gira gira per il bosco, ad un tratto il demone si imbatté nella statua che un tempo fu la principessa Grandinera. Affascinato dal ghigno diabolico della statua, e dalla incredibile bravura dello scultore, il demone si avventò sulla statua. La morse, la prese a calci, la spaccò in due tronconi, ci saltò sopra, sfogò tutta la sua rabbia e la sua cattiveria sconfinata. Stanco e sfinito per lo sfogo, si addormentò tra i resti della statua. Al mattino la statua non c’era più: al suo posto la splendida e ancora più malvagia Grandinera. Il demone, con il suo sfogo, aveva spezzato l’incantesimo. Tornarono insieme dai sette giganti. Da quel giorno la foresta visse in preda al terrore: dei giganti, di Grandinera, e del demone. E vissero per sempre malvagi e contenti.

 

Morale chi nasce tondo non muore quadrato: se vuoi cambiare una persona malvagia, occhio! Potresti rimetterci le penne.

 

 

 

clicca qui:

Se la mia favola ti è piaciuta, eccoti le istruzioni per contribuire alla vittoria del giovane blog di aluccia:Vai su http://www.missblog.splinder.com , prendi il primo post utile, vai nei commenti al post, e scrivi: voto per la numero 81, aluccia, perché……..quello che vuoi tu! Mi raccomando, devi essere un blogger e segnare nel mittente l’indirizzo del tuo blog. Altrimenti il voto non vale!!!

 

Quasi dimenticavo: la mia esperienza di miss blog è stata molto divertente, la mia autostima è aumentata un bel pò, vedendo che qualcuno mi ha apprezzata. certo è stato davvero impegnativo, ho dovuto sottrarre un bel pò di tempo allo studio e alla pulizia della casa, infatti da domani dovrò fare le grandi pulizie di recupero. a parte gli scherzi, è stata davvero una bella esperienza. in più alla fine del concorso la mia sezione link si amplierà magicamente, perchè ho trovato davvero tanti blog di ragazze che hanno qualcosa da dire, e lo sanno dire bene.

Comments (0)

finalista!!!

Written by aluccia in casa aluccia

Ieri sera è finalmente uscita la classifica delle finaliste a missblog. Ebbene, aluccia si è classificata nientepopodimeno che ottava. Da non crederci! E io che pensavo di venire buttata fuori per manifesta inesperienza nelle prime due prove… e invece sono qui. L’impegno ce l’ho messo, la fantasia è stata pericolosamente sguinzagliata, le modeste conoscenze informatiche sfruttate fino all’osso. Adesso rimane da fare la prova finale. Una favola scritta al contrario. Bellissima quanto difficilissima prova. Credo che dedicherò tutta la mattinata a ripassare le favole, anche se in realtà, appartenendo al FLNG, un’idea già ce l’ho. Entro sera la pubblicazione.

Comments (0)

Pandaluccia è una fantastica utilitaria, ricca di comfort di cui nessun’altra automobile sul mercato è dotata.

Alcuni esempi: l’aria senza filtro, i poggiatesta rigidi, il volante appiccicoso, la cappelliera deformata, i pedali scivolosi. Pandaluccia è inoltre corredata da una simpatica collezione di bozzi da centro commerciale, che la rendono unica.

Il suo favoloso colore a metà tra il grigio, il giallo e il verdino non ha uguali. Nel periodo autunnale Pandaluccia si ricopre di foglie variamente colorate, che grazie all’ausilio della resina dell’albero sotto cui è abitualmente parcheggiata, la ricoprono di una folta pelliccetta che mantiene caldo l’abitacolo nei rigidi inverni lombardi.

Novità Pandaluccia: se le macchie di ruggine sul tettuccio fanno il loro sporco lavoro, la prossima estate Pandaluccia diventa cabrio!!!

Se la mia pubblicità ti è piaciuta, e vuoi che aluccia arrivi a fare anche l’ottava prova, puoi votarmi qui:

 http://www.missblog.splinder.com

Comments (0)

sono nel tunnel

Written by aluccia in fashion

sono entrata nel tunnel del verde.

circondata da vetrine

rosa confetto

rosa cipria

rosa fluo

blu jeans

blu petrolio

blu turchese

ho deciso: il mio colore per questo inverno è il verde.

verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde verde

 

 

Comments (0)

Citofono: - BLIIIING!
Signor C. : - Chi è?
aluccia: - Signor C, sono aluccia della ditta V.C.I. (Vendo Cose Inutili), si ricorda? Abbiamo fissato un appuntamento per la dimostrazione del nostro prodotto di punta: il fantastico aspirapolvere "Aspira e Ispira".
Signor C. : - Ah sì, salga pure, sono al sesto piano. Bzzzzz (si apre il portone)
aluccia: - PLIC (dito sul pulsante della chiamata dell’ascensore)
Ascensore: - ……….
aluccia: - PLIC
Ascensore: - ……….
aluccia: - PLIC
Ascensore: - ……….
aluccia: - ho capito, scale… … puff, pant ……… puff …….. ….devo smettere di fumare…. ….puff, sbuff… ODDIO E’ ANCORA IL TERZO PIANOOOOO… puff pant sbuff…. … eccoci …
Signor C: - ah eccola, pensavo che avesse cambiato idea.
aluccia: - (con le poche forze che le restano) buongiorno! eccomi qui da Lei ad illustrarle le meraviglie tecnologiche del Terzo Millennio!
Signor C: - la vedo un pò pallida, vuole un bicchiere d’acqua per caso?
aluccia: - sì, grazie…una bombola di ossigeno ce l’ha?
Signor C: - non credo. le porto l’acqua. (va via sollevando gli occhi al cielo)
aluccia: - puff puff… (e pensa: questo lo vedo sveglio e intelligente…sarà dura rifilargli ’sta sòla…)
Signor C: - eccole l’acqua. Mi dispiace averle fatto fare sei piani di scale, non so se mi interessa. comunque visto che è arrivata fin qui, mi illustri pure questa meraviglia, come la chiama lei.
aluccia: - (ostico… la vedo dura!) allora, signor C, l’aspirapolvere "aspira e ispira" ….. ….. ….. ……

… dopo un’ora di descrizioni e meraviglie…

Signor C: - no, non mi interessa.
aluccia: - ma come, signor C, come può non interessarle un prodotto così incredibilmente innovativo? Con tutte le funzioni che ha. Un vero collaboratore domestico, al prezzo di un mese di contributi di una colf in carne ed ossa. Risparmio garantito!e la qualità della sua vita migliorerà notevolmente.

Signor C : - Non ho i soldi e devo pagare l’assicurazione della macchina.
aluccia: - Ma, mi dica, ha presente quanto consuma un aspirapolvere normale? con questo splendido modello lei risparmierà tantissimi euro di energia elettrica. questo è proprio l’acquisto giusto per chi ha poco da spendere. Il risparmio energetico è il primo passo verso un mondo migliore, e soprattutto verso l’abbassamento dei prezzi.

Signor C : - Ho appena comprato casa e ho già il mutuo
aluccia: - Le ho già detto che la nostra ditta propone un finanziamento vantaggiosissimo? innanzi tutto inizia a pagare tra 12 mesi, dopodiché ci sono diverse formule a tasso zero a seconda della sua disponibilità. Inoltre, essendo Lei titolare di un mutuo, c’è la possibilità di aggiungere la rata dell’"aspira e ispira" al pagamento del suo mutuo. così si dimenticherà della spesa aggiuntiva!

Signor C : - Mia moglie mi uccide se compro ancora qualcosa
aluccia: - Sua moglie sarà orgogliosissima della sua scelta! con la funzione asciugabiancheria le toglierà il disagio di stendere i panni fuori, sottoponendoli all’inquinamento atmosferico. non so se ha mai visto i lenzuoli di legambiente, neri dallo sporco che c’è nell’aria. Sua moglie le sarà grata tutta la vita. e le sue camicie saranno sempre bianchissime.

Signor C : - è appena nata mia figlia e dobbiamo comprare la culla
aluccia: - mmm…mi lasci fare una telefonata… pronto? è ancora disponibile il dondola-culla ad energia solare? sì? bene, grazie. Signor C, è la sua giornata fortunata! si dà il caso che abbiamo ancora in magazzino un accessorio della "aspira e spira" che le sarà senz’altro utile. Si tratta di un meccanismo che dondolerà automaticamente la culla della sua bambina grazie al commutatore di energia solare della nostra favolosa "aspira e spira". Non potrà più farne a meno!!!

Signor C : - Questa cosa non sento di comprarla perché se io non sento di comprare qualcosa io non compro.
aluccia: - Uh come la capisco, sa… anche io non mi sentivo di fare questo lavoro, ma poi mi sono convinta acquistando i prodotti dell’azienda, e mi sono sentita illuminata dal ruolo di profetessa dello "aspira e ispira"… si lasci guidare, non se ne pentirà!

Signor C : - ne ho visto uno uguale a metà prezzo
aluccia: - no, guardi, sicuramente a metà prezzo non è possibile. forse ha visto il modello "aspira e basta", il nostro vecchio modello a rete elettrica. Dei tempi in cui il nostro direttore era una persona spietata e ci costringeva a vendere a tutti i costi… sigh (lacrimuccia d’ordinanza) …poi durante un temporale gli è caduto un palo dell’elettricità sulla macchina e si è salvato per miracolo. Da allora ha dichiarato guerra all’energia elettrica e si è votato alla causa dell’energia solare, pulita ed economica. ed è diventato una persona migliore. (fazzoletto… pprrrrrrr)

Signor C : - La prozia giuseppina mi è apparsa in sogno e quando mi appare lei non compro nulla
aluccia: - forse la prozia giuseppina non è a conoscenza del fatto che SOLO PER OGGI c’è un contributo governativo che equivale al 30% del valore dello "aspira e ispira" per contribuire allo svecchiamento degli elettrodomestici degli italiani, e all’innovazione dell’energia solare. credo che la prozia giuseppina un’occasione del genere non se la sarebbe fatta scappare, non trova?

Signor C : - ho letto sul giornale che nel 2012 finirà il mondo e non voglio fare investimenti a lungo termine
aluccia: - mi perdoni la franchezza, ma lei ha appena comprato una casa, ha appena messo al mondo una bambina, e si preoccupa degli investimenti a lungo termine? si lasci consigliare: SI GODA LA VITA! dopo la fine del mondo, chi le verrà a chiedere conto dei debiti? si lanci!!!

Signor C : - ho visto da marrazzo che non bisogna fidarsi di queste vendite
aluccia: - marrazzo chi? il piero? ma se è un mio cliente affezionato! lo conosco da anni, l’ultima volta che l’ho visto mi ha comprato un quadro di Anastasio e una meravigliosa villetta in afghanistan. una meraviglia! non si perda una puntata del suo programma, perché mi ha confidato che presto metteranno in onda un servizio sulle vendite valide, con la nostra azienda in primo piano.

puoi votarmi su:

http://www.missblog.splinder.com

Comments (0)

prometto

Written by aluccia in casa aluccia

Reduce da un atroce mal di testa che mi ha impedito di creare qualunque cosa decente per partecipare alla sesta prova di miss blog, prometto: vado a fare la spesa e quando torno produco!!!

Comments (0)

un pò di colore

Written by aluccia in casa aluccia

uh che post triste che ho appena scritto!!!

ci vuole un di colore!

e una notizia simpatica: sono undicesima a miss blog!!!

Comments (0)

autunno

Written by aluccia in pensieri

E’ arrivato l’autunno. Umidità altissima, panni stesi da una settimana che non si asciugano mai, piumone sul letto.

Maglioni di lana, stivali, impermeabile. Pantofole chiuse. Sul divano davanti alla tele arrotolata nello scaldotto.

cielo grigio

cielo grigio

cielo grigio

Gente isterica per strada, visi di nuovo pallidi, code per una lampada al centro commerciale.

Zucche di Halloween.

E’ di nuovo autunno.

Comments (0)

che stanca!!!

Written by aluccia in casa aluccia

Sono reduce dallo sconvolgimento della disposizione dei mobili in soggiorno. Che fatica!!! Ho lasciato al suo posto solo il divano (troppo grande per trovargli un posto nuovo) e la cucina (non sono capace di spostare il tubo del gas e lo scarico dell’acqua). Comunque la libreria etnica tutta particolare che era contro il muro e mangiava un sacco di luce, e serviva solo come raccogli-polvere-e-disordine è stata trasportata dall’incredibile hulka in una meravigliosa nicchiona arancione che mi ha creato gravi problemi creativi, visto che è un anno che medito su cosa mettere in quello spazio gigante senza spendere tremila euro (la quitazione di un mobile del cavolo fatto su misura). Svuota la libreria, puliscila, metti i feltrini sotto le zampette; svuota la nicchia, epurala dalle ragnatele, puliscila, spruzza il raid. Prendi la libreria (in massello di palissandro: peso approssimativo due alucce) trasportala per quattro metri, sollevala sul gradino della nicchia, spingila per metterla in verticale. Tre chili persi per la fatica. Dopodiché: fase creativa. Ovvero: e adesso che ci metto? Oggetti disponibili: una dozzina di cornici d’argento (e meno male che avevo detto a tutti che l’argento non mi piace…), varie candele e candeline, due tocchi di corallo rubacchiati a Cuba, un paio di vasi, una rosa e due peperoncini residuo del mio bouquet, una decina di sigari cubani nel tubetto di latta (bellissimi!), il reparto vini-liquori-e-affini, tutti i cristalli, un pò di libri edizione costosa, un salvadanaio giapponese a maialino rosa, qualche piccolo soprammobile.

Tutto sommato, ho detto che ho sconvolto tutto il soggiorno, mentre in realtà ho spostato solo la libreria e un paio di poltroncine. Però sono molto soddisfatta, perché, in mancanza di soldi, con questa soluzione devo comprare solo un altro mobile non molto costoso per completare l’assetto del mio bellissimo soggiorno.

Son cose che contano!!!

 

Comments (0)

Non copio tutto il cervellotico testo della prova, ma lo sintetizzo: manda un sms a un giurato. Massimo 160 caratteri.

Ecco qui il mio messaggino:

Questo x ricordarti che ho il tuo numero.Ma ora che ti scrivo,anche tu hai il mio.Ci facciamo i dispetti scrivendo i rispettivi numeri nei cessi dall’autogrill?

[160 caratteri tondi tondi!!!]

Se questo sms ti ha fatto sorridere almeno un pochino, puoi aiutarmi a restare nella top ten di miss blog votando qui:

http://www.missblog.splinder.com

Comments (0)

considerazioni

Written by aluccia in casa aluccia

il concorso di miss blog mi sta assorbendo parecchio. concentro la creatività sulle prove e mi rimane poco tempo per postare altre cose. poi questa settimana ho fatto un viaggino per recupero materiale della tesi, e sono davvero stanca. A proposito, nell’ultima classifica sono arrivata decima e la cosa mi gusta notevolmente.

fosse che non sono così deficiente come mi sento a volte? boh, non crediamoci troppo. però fa piacere essere apprezzati, non c’è niente da fare.

domani c’è un’altra prova, vedremo cosa ci riserva la giuria. sicuramente mi divertirò ancora.

Comments (0)

decalogo

Il mio primo principe azzurro l’ho trovato in prima elementare. Con il cuore gonfio d’amore come solo una bimba di sei anni può avere, gli ho mandato un bigliettino durante la ricreazione. Ti amo, c’era scritto. Sei bruta, la risposta. Sì, bruta, con una sola T. Almeno è stato educato ed ha risposto. L’errore grammaticale mi ha fatto capire che questo principe tanto azzurro non era.

 

Prima regola del principe azzurro: deve saper scrivere correttamente.

 

Quanto possono essere spietati i bambini delle elementari… al quarto anno arriva in classe un nuovo elemento: bello, alto, abbronzato, con un occhio blu e uno nero. Un vero principe, ho pensato. Ho pensato anche di essere ormai grande abbastanza da dichiararmi senza bigliettini. All’uscita da scuola gli sono andata incontro, gli ho dato un bacio sulla guancia e tremando gli ho detto “mi piaci”. Evidentemente non se l’aspettava, visto che mi ha mandato in quel posto a velocità supersonica. Il giorno dopo tutti ridevano di me, di quella brutta spilungona che si credeva degna di lui.

 

Seconda regola del principe azzurro: non deve essere bellissimo.

 

Ovviamente durante quel periodo terribile che è l’adolescenza si cambia e si migliora. Io in qualche modo sono sbocciata, e ho iniziato per lo meno ad essere apprezzata per il mio aspetto. Il mio primo amore corrisposto sapeva scrivere correttamente e non era bello. Meravigliose limonate dietro il muretto dell’oratorio, passeggiate mano nella mano, a volte veniva anche a prendermi a scuola. Poi un giorno ha iniziato a dire che voleva uscire con gli amici, che voleva divertirsi. E io non capivo, e lo angosciavo. Alla fine ha preferito gli amici a me.

 

Terza regola del principe azzurro: non deve essere troppo legato agli amici.

 

Verso i quindici anni ho creduto davvero di averlo trovato, sto benedetto principe. Un amico carissimo, simpatico, brillante, con un solo amico molto comprensivo. Per molto tempo ci siamo frequentati come e più di una coppia. Io lo amavo segretamente, temendo di rovinare l’amicizia. Poi un giorno mi sono decisa: lui da un po’ era molto carino con me, qualcuno mi aveva detto che nutriva interesse per me. E allora l’ho baciato. Un bacio vero. Una settimana dopo lui si è messo con un’altra, e io ho perso il ragazzo e l’amico. Che botta. Dopo un po’, osservando le ragazze che ha avuto, ho notato che tutte e dico tutte avevano un bel culo sporgente e poche tette. Ecco perché.

 

Quarta regola del principe azzurro: non può essere un amico: l’amicizia non si trasforma in amore.

 

Quinta regola del principe azzurro: se hai le tette, non innamorarti di uno che preferisce il culo.

 

Un giorno, avevo poco più di sedici anni, conosco colui che è stato il mio principe per ben due anni: carino ma non troppo, scrittore di poesie, con un bel gruppo di amici, ma tutti autonomi. Per non diventargli amica e beccare un’altra fregatura, velocemente gli ho fatto capire il mio interesse, e in men che non si dica ci siamo messi insieme. Una bella storia, felice fino a un certo punto, quando cioè mi sono accorta che ero diventata più attraente e potevo avere di meglio. Nello stesso momento in cui lui ha iniziato ad ingrassare, ingrassare, ingrassare. Più io diventavo bella, più lui imbruttiva, sia fuori che dentro. Al culmine della mia bellezza, verso i diciotto anni, lui era un brutto suino maleducato. E io l’ho lasciato.

 

Sesta regola del principe azzurro: deve amare anche un po’ se stesso, oltre alla sua donna.

 

Quasi immediatamente dopo essere tornata single, si fa avanti un nuovo principe azzurro: il classico bravo ragazzo, di buona famiglia, simpatico e colto, single convinto da tempo, ambito da tutte le ragazze. Un amore grandissimo, per gran parte molto felice e sereno. La ragazzina inquieta che ero si è gradualmente trasformata in una signorina a modo, educata, con i capelli lunghi, ben vestita. Tutto perché lui lo voleva. Ci siamo amati molto, e per oltre tre anni. Solo che lui riusciva a convincermi di cose in cui non credevo, cercava ogni giorno di trasformarmi in una persona che non ero io. E se per tre anni sono stata la sua donna ideale, un evento di poca importanza mi ha fatto vedere tutto con chiarezza, e sono tornata me stessa. Chiudendo il rapporto.

 

Settima regola del principe azzurro: deve piacere a te e non ai tuoi genitori.

 

Ottava regola del principe azzurro: non deve tentare di cambiarti, devi piacergli così come sei.

 

Dopo tutte queste avventure amorose, un periodo di solitudine è stata l’unica cosa che desiderassi davvero. E mi sono veramente divertita, finalmente libera. E nel momento di più grande divertimento, quando proprio di principi azzurri non volevo saperne, è arrivato LUI.

Lui è il vero principe azzurro.

Infatti l’ho sposato.

E sono davvero felice.

 

Nona regola del principe azzurro: arriverà di sicuro nel momento in cui meno te lo aspetti.

 

Decima regola del principe azzurro: quando lo trovi, sposalo!

 

 

Puoi votarmi qui:

http://www.missblog.splinder.com

 

Comments (0)






Avete visto

pagine.

Bad Behavior has blocked 167 access attempts in the last 7 days.