Sono un disastro
A mangiare il gelato
Se il gelato
E’ grosso così
Anche se è buono
Anche se è fresco
Mi impiastriccio
Mi appiccico
Ma non lo butto via
Lo mangio tutto
Fino alla fine
Però
Tutto sommato
Potrei prendere
Una coppetta.
Sono un disastro
A mangiare il gelato
Se il gelato
E’ grosso così
Anche se è buono
Anche se è fresco
Mi impiastriccio
Mi appiccico
Ma non lo butto via
Lo mangio tutto
Fino alla fine
Però
Tutto sommato
Potrei prendere
Una coppetta.
Dottore! Ridammi euforia - Se nuoto nel fango è solo colpa mia
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naaaaa
la coppetta è castigata…
parrocchiale…
babbiona…
non fa per te!!
quanto alla proposta che ho lanciato sul mio blog…
sappi che su di te ci conto!
parrocchiale… riderò tipo per due ore
a valè, se scrivo su un altro blog mi arrestano per monopolio! prò se mi viene qualcosa di carino non mancherò. e tu studia!
ma aluccia, come fai ad avere le foto sempre in tinta col tuo blog ? e così luminose, poi ! Ma fotoscioppi o cosa ?
In ogni caso, il gelato dalla coppetta o dal cono con me non ha mai il tempo di sciogliersi.. mi piace mangiarlo a morsi
blu, caro…miracoli di photoshop.
sono o no una maledetta esteta?
Dovresti vedere il nostro amico comune Ste che cavolo combina col gelato(lo scrivo perchè tanto non può replicare!): l’altro giorno ha fatto cadere un pezzo di cioccolata di maxibon. Poi ha esultato perchè non si era sporcato i pantaloni. Dopodichè ci ha poggiato lo zaino sopra…
Coppetta? Naaaaa
elisa, è vero! ste dall’aereo non può replicare. insultiamolo!!!
si ma nn mi dire che hai ricolorato il tovagliolo di verde e il gelato di fucsia che nn ci credo, anzi no ti do della malata a quel punto!
michele, se vuoi ti mando la foto originale, con il gelato giallo e il tovagliolo rosso.
ohsignur…
In questo caldo pomeriggio lavorativo di fine luglio in cui vengo a conoscenza che quello de noantri ha ben 5 giorni di ferie in più di me… mi vengono in mente tanti tanti insulti.
Ma mi limiterò a descrivere lo zaino: colata lavica di cioccolata sul retro, tasca davanti ricoperta di perline marroni e altre cose oscene… Ma si può essere più imbecilli?
Aluccia.. in questo periodo di frequentazione del tuo blog sono giunta ad una conclusione: invidio le tue mani, la tua manicure! E anche la tua macchinetta fotografica!
elisa, sei un tesoro.
devo ancora postare la manicure nuova (che poi è l’unico vezzo che mi concedo). farfallina fiorellino, per la cronaca. penso che aprirò un box apposito nel template.
per le foto e la grafica, beh, in qualche modo fanno parte della mia professione.
e per quanto riguarda quel paraculo, io quei cinque giorni in più glieli farei scontare con atti di nonnismo estremo, al suo ritorno. ma sorge una domanda: con la cioccolata sullo zaino, vuol dire che ha tutte magliette marroni per non farla vedere?
Credo (spero) che quello zaino l’abbia finalmente buttato, niente maglie marroni. Era ora, faceva veramente schifo… con la cioccolata ha raggiunto il top, non ti dico cosa sembrava. A sto ragazzo ogni tanto bisogna dare qualche lezione di stile.
Beh… io sono solita scorticarmi le unghie (soprattutto durante le partite della Lazio), quindi le tue mani per me rappresentano una sorta di mito.
Mi correggo…c’è solo una persona (in tutta la redazione) che ha più giorni di ferie di lui (uno)… ed è Pat! Li odio!
Scusa il delirio ma mi sto rincoglionendo qui al lavoro. E non abbiamo neanche l’aria condizionata! Argh!
quando vuoi, cara. io sto disegnando come una matta per la tesi, figurati. te almeno ti pagano. però ho il ventilatore che mi rinfresca. anche perché ho il gatto costantemente in braccio, che scalda un bel po’!
ah, come sta il gatto? troppo bello. Ma ti si mette addosso pure con questo caldo? cucciolo…
sì, siamo in simbiosi. però oggi un po’ mi ha tradita per il ventilatore.
ecco perchè io prendo sempre la coppetta…(e poi la lecco, ma questo è un altro discorso ;D)
Beh, io solo coppette, il cono non mi piace granchè…(oui, c’est moi, da trenta e da altre parti mi firmo, pigramente, GB)
tieni il tutto in mano con un eleganza
d’ altri tempi
o di tempi futuri nn so
cmq
in modo deciso
è questo che conta
il modo deciso
L’altra sera, da Gelarte, un cono da due euro (stracciatella, crema, nocciola. Doppia panna). Stava sul cono solo per intercessione divina, non esiste legge fisica che possa spiegare perché, pur essendo per il 90% al di fuori di qualsiasi baricentro, non sia caduto per strada.
Però sono riuscito a terminarlo dignitosamente. E, noblesse oblige, mi sono appena appena sporcato le mani.
Ecco, tutta ’sta pI~~@ per dire che la vera delizia non è il gelato, ma è leccarsi le dita, dopo.
Soprattutto dopo aver mangiato un gelato da ‘Gelarte’ (se ti riferisci a quello di Roma). In assoluto la gelateria numero uno
Proprio quella, Elisa, proprio quella. Ho abitato per anni al centro di un circolo di delizie delimitato dai gelati di Gelarte, le torte di Cavalletti, le paste di Marinari, i danesi di Romoli (la pasta di Gatti non la conto, perché quella ce la autoproducevamo in casa). Allargando un po’il cerchio, si potrebbe arrivare anche ai biscotti di Gentilini e alla pizzeria di via Lambro (ora, ahimè, chiusa).
Come io sia riuscito (e riesca ancora) a rimanere al di sotto degli ottanta chili, è un mistero che riesco a spiegarmi solo con molta fatica.
ne conoscessi uno, di questi posti. slow, prossima volta che ci si vede altro che prosecco. voglio assaggiare tutte ste delizie!
gelarte è quello piccolo in viale eritrea?