
Non appena mi allontano dal computer
Qualcuno lo occupa con i suoi (quasi) tre chili.
Tutto la sua mammagatta. Gatto tecnologico.
Siamo arrivati a ventimila visite, e oltre le quarantamila pagine viste. Vi voglio bene a tutti e vi ringrazio tantissimo per passare di qui ogni tanto. Mai avrei pensato di fare un blog che funzionasse così bene
— speciale Viceversa —
Come posso non iniziare dalla cucina?
#a Oggettino spettacolare, questo, soprattutto se si ha dell’aggressività repressa.
#b Ma anche queste non mi dispiacciono neanche un po’, con quell’aria vintage.
#c E che dire di questo? Quasi quasi mi viene voglia di noci…
#d Per il sale e pepe non immagino soluzione migliore.
#e Arriva l’inverno, e che voglia di spremute. Appurato che questo sbrodola ed è scomodo, proverei con l’elettrico.
#f E questo chissà se funziona come un vero biberon?
Alla faccia dell’autunno che incalza, passiamo all’esterno:
#g Stiamo uscendo dalla stagione propizia, ma lo segno per il prossimo anno.
#h Magari insieme a questi bellissimi accessori.
Una perfetta donna di casa non può non pensare all’igiene:
(comunicazione di servizio: manca un mese alla laurea e sono davvero molto impegnata. perdonatemi se non seguo come al solito i vostri commenti, ma dopo quattordici ore di disegno al computer non ho proprio voglia di passarne altre come passatempo sul mio blog)
Supponiamo che aluccia (o meglio, una persona a lei molto vicina) decida di aprire un bar.
Un bar generico, non ben precisato, visto che ancora non esiste.
Aperto, supponiamo, sia di giorno che di notte.
Non grandissimo, diciamo un centinaio di metriquadri in tutto, che a tradursi così ad occhio e croce sono una trentina di posti a sedere.
Facciamo che ognuno di voi mi dice le cinque cose che un bar deve assolutamente avere per accattivarsi la vostra frequentazione assidua e la vostra pubblicità?
(ecco, a pensarci bene, anche le cose che non deve avere, se proprio volete sbattervi)
Per iniziare, dico le mie: (mi piglia così con le liste, in questi giorni)
- il parcheggio vicino: in città è sempre un incubo, e anche se amo camminare, se ho un taccodieci non sono molto contenta di fare due chilometri.
- la musica giusta: se c’è gigi d’alessio giuro, esco e cambio bar. Ma anche la musica da discoteca provoca la stessa mia reazione.
- il volume della musica: detesto urlare per comunicare. Se vado in un posto, e ci vado con delle persone, non vedo perchè devo arrestare la comunicazione e avere mal di timpani il giorno dopo.
- il/la barista-cameriere/a simpatico/a: se mi serve un caffè con aria antipatica, arrivederci e grazie. Se mi fa un sorriso e magari parla anche solo del tempo, è promosso/a.
- il bagno carino: ordinato, nuovo, e soprattutto senza la turca. Mi è capitato un paio di volte di trovare delle riviste e dei distributori di profumo e preservativi, vasi di fiori e sedie comode. mi sembrano tutte cose molto simpatiche.
Ho tralasciato i dettagli sulla pulizia e sulla qualità delle cose da mangiare e da bere, perché mi sembrano quantomeno scontati.
Mi raccomando, allora. aspetto i vostri consigli!
Ovvero:
primo elenco di cosette varie che comprerei volentieri avendo i fondi necessari.
#a (già detta) questo cosetto qua
#b se la fanno blu ci sta troppo in camera da letto
#c non posso fare i cocktail senza questo
#d le lampade…che passione
#e per finire, al mio tigrotto, un regalo per gatti fashion.
Direi che per ora può bastare.
Dieci minuti per sbaglio su canale cinque
sono bastati a convincermi che anche quest’anno è meglio la radio.
e intanto da cucuzza la de grenet racconta la sua gravidanza.
aiuto.
Ne avevo parlato già tempo fa, quando ho aderito all’iniziativa.
Oggi tutto inizia a concretizzarsi, e l’unione di un gruppo di volenterosi (e almeno una che non ha contribuito a niente, cioè io) ha costruito bloggers for equity.
chi siamo, e cosa facciamo, è tutto da leggere, sul sito ufficiale dell’iniziativa.
Se anche tu vuoi partecipare, basta che tu abbia uno spazio web, ma anche no.
Qui c’è scritto tutto quello che puoi fare. Io ci metto questo stilosissimo boxetto, per cominciare.
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Leggetevi bene tutto, e mi raccomando, aderite, aderite, aderite.
Ecco fatto. Compiblog avvenuto. Ho copiato tutti i post, i primi due su aruba, e i molti post di clarence.
Ora il nuovo blog è davvero completo.
E quale giorno migliore, se non ad un anno esatto dal primo post, per completare il mio archivio?
E ora, via, festeggiamo.
Insomma. Il web durante i weekend mi manda in paranoia, perché non c’è la solita gente, e il mortorio mi deprime.
Però voi siete tremendi, cazzo. Sparisco tre giorni e i commenti, e le visite, crollano.
E allora, pur non avendo grosse cose da dire, ora vi beccate sta cosa estremamente fashion:
Vi ricordo altresì di appuntarvi di ripassare tra due giorni, il 7 settembre, che ci sarà un appuntamento imperdibile.
Dimenticavo: ognuno può farsi il suo bel cyborgname. Insomma, non è che me lo sia fatto da sola, ecco.
Era metà luglio, quando dal mare, dopo non so quante ere geologiche, ho di nuovo leccato un francobollo e spedito un paio di cartoline. Alla fine, dopo tipo un secolo, come se la Croazia fosse a centomila chilometri, sono arrivate. E il mio amico Andrea si è addirittura preso la briga di publicarla. eccola qua:
(E, sì, sto bene, niente effetti collaterali, non sono diventata dipendente dagli psicofarmaci, le vostre premure mi fanno tanto piacere e vi voglio bene a tutti. Promesso che appena il dottore mi dà l’ok smetto e ritorno la pazza sciroccata di sempre. Ora però ridete e siate sereni, ok?)
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Leggetevi bene tutto, e mi raccomando, aderite, aderite, aderite.


