join the stadium

Written by aluccia in casa aluccia

Sostieni Amnesty International contro il mercato delle armi. Io sono seduta in SW6R6C66, tutta sola soletta.

Mi fai compagnia?

 update: ora siamo in tanti :D

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E il cielo è grigio. Come si fa?

Bentornati a tutti :)

 

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cinquantamila

Written by aluccia in casa aluccia

Mentre questo blogghino festeggia i cinquantamila visitatori unici, voglio davvero ringraziarvi tutti di cuore. Sto preparando delle belle novità per questo posticino. Voglio che diventi soffice e accogliente, voglio che si trasformi in un salotto comodo comodo per tutti voi. Suggerimenti?

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pulizie

Written by aluccia in pensieri

Odio fare le pulizie. E’ una cosa che mi ha sempre provocato ansia e fastidio. pulire la casa è una cosa enorme, quando inizio non ne vedo la fine, e la cosa mi terrorizza. Sogno di diventare un po’ benestante solo per poter dare la mia casa in mano ad una donna delle pulizie, che si prenda cura del mio disordine e porti un rigore almeno nel lato esteriore del mio mondo pieno di caos.
Per le cose meno impegnative, invece, riesco meglio. ordinare un cassetto, catalogare i cd, dare un ordine alla collezione dei gatti, selezionare le riviste. nelle cose piccole riesco a concentrarmi, nelle grandi no.
Ieri sera non avevo sonno, avevo da fare, ma non riuscivo in nulla. Mi stavo togliendo le lenti a contatto quando ho guardato, un occhio miope e l’altro no, quella scatola disordinata e sporca sul carrello sotto la consolle. I miei trucchi. Una vita che quell’ammasso di polveri iridescenti e residui di lucidalabbra grasso, riccioli di matita temperata, spugnette intrise di fondotinta non vengono messi in ordine.
Mi sono imbarcata nell’impresa di mettere ordine. Scartare i cosmetici che non uso più, i doppioni, le matitine temperate e ritemperate fino alla fine del legno. Le custodie di ombretti ormai polverizzati e volati nell’aria. I pennelli di tutte le misure, quelli a spugnetta, i miei preferiti, pieni zeppi di colori. C’è quello verde, quello viola, quello azzurro, il nero e il marrone, il rosa e il bianco. E il fedele, vecchissimo pennellone, che porto sempre con me. Il tutto rivestito di una patina iridescente, residuo di vecchi ombretti ormai estinti. Da pulire.
Difficilmente mi vengono questi momenti di lucida maniacalità, difficilmente pulisco qualcosa che tutto sommato non mi dà fastidio che sia sporco. Tuttavia, ieri sera quello sporco era insopportabile alla mia vista metà miope e metà no. Ho tolto l’altra lente, che altrimenti facevo fatica a mettere a fuoco, pensando che forse è stata proprio quella miopia a metà a farmi vedere le cose in un modo diverso.
Un foglio di carta pieno di alcool, per pulire da ogni residuo i contenitori di metallo e plastica, e farli tornare al loro aspetto lucido da profumeria. La pazienza nel lucidare e ripulire, che si trasforma in lucida attenzione, che diventa concentrazione. I pensieri che in una circostanza così semplice e meccanica iniziano a vagare liberi nelle pareti curve della mia testa strana. Il piacere di fare una cosa piccola piccola con attenzione maniacale, e concentrazione estrema.
Sono andata a dormire contenta e rilassata. Con la certezza che stamattina avrei trovato, al posto del solito mucchio di blister luridi e appiccicosi, una profumeria perfettamente in ordine. E mi sono fatta bella con un piacere tutto particolare.

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aria di cambiamenti

Written by aluccia in casa aluccia

Sto seriamente pensando di rinnovare l’arredamento di questa casetta. E’ da aprile dello scorso anno che è così, e inizio a stancarmi di tutto questo nero. L’header, disegnato dalla futura blogstar Lui, non si tocca, ovviamente. Vorrei un template più neutro, a fondo chiaro, con 3 o 4 colonne. Devo risistemare tutta la mia selva di links, che non aggiorno da troppo tempo, voglio risollevare le sorti di questo blogghino che ho abbandonato al suo destino da troppo tempo. Piccolissimo particolare: non ho idea di come si fa a modificare un template. Questo me lo ha fatto, con la santa pazienza di ascoltarmi per farlo proprio come lo volevo io, il mio adorato Andrea. Alla fine, imparerò qualcosa di nuovo. Qualcuno ha da consigliarmi un manuale semplice per il php?

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ho deciso

Written by aluccia in pensieri

Dopo queste dieci ore di sonno, credo di essere un po’ più presente, rispetto a ieri.
Per la prima volta dopo tanto tempo, sono riuscita a vivermi Roma nel modo in cui ho sempre amato viverla: girando a vuoto. Con la mia smart rossa presa a noleggio ho girato il centro senza conoscere le strade, guidata solo dall’istinto e dal naturale orientamento che hanno gli indigeni, nel posto in cui sono cresciuti.
Ecco, questa cosa del guidare mi ha colpita particolarmente: quando sono qui, in quella che è casa mia da sei anni, quando vado in macchina e devo percorrere una strada che non conosco, faccio una fatica enorme e vado in panico. E’ come se avessi quasi paura di conoscere altro, oltre a quello che conosco per pura necessità. A Roma invece non ho paura di nulla, e dire che è grande almeno dieci volte i posti che frequento. Io a Roma non mi perdo mai, so sempre dove sono, so sempre dove andare per ritrovare la strada. E così è anche nella vita di tutti i giorni, a Roma sono diversa, più viva, più presente. Non c’è quel torpore che mi avvinghia quando respiro quest’aria fredda.
La vita è breve, e non bisogna sprecare un attimo. Io da oggi cerco lavoro a Roma, e provo a tornare. Voglio vivere ancora nella mia città.

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un tranquillo weekend

Written by aluccia in casa aluccia

roma, 11-16 agosto 2006.

avrò dormito dodici ore in tutto, guidato per 400 km in giro per la città, conosciuto bella gente, ballato un sacco, fatto sempre e dico sempre tardissimo. a volte bisogna farle, queste cose.

ora vado a dormire però.

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è stata la canzone della scorsa estate, ascoltata e riascoltata mille volte, in mille avventure diverse. e altrettante volte nella stessa situazione, davanti a un computer, con una tesi di laurea da finire. è stata un’estate strana, folle, viva. nell’immobilità di questi giorni, casa-lavoro-spesa-casa, la passata estate mi sembra un mondo completamente diverso. eppure ero sempre io. solo che il mondo intorno a me era davvero diverso.

e ora ho voglia di costruire un mondo diverso, intorno alle mie prossime estati.

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silenzio

Written by aluccia in pensieri

c’è troppo silenzio, qui intorno. tutti in vacanza, a godersi due settimane di illusione che la vita sia perfetta. tutti a vantarsi dei loro successi, inventando balle su balle per apparire belli davanti a persone delle quali dopo una settimana non si ricorderanno più nemmeno il nome. semmai il soprannome da villaggio vacanze, triste come la loro esistenza inutile.

sì, sono negativa oggi. profondamente delusa da quello che non sono mai stata capace di raggiungere, enormemente pessimista verso il futuro. mi sento condannata ad una vita falsa e ipocrita, destinata mio malgrado ad un provincialismo che non mi appartiene, ma dal quale non riesco a  trovare una via di fuga. non sopporto, non sopporto. non sopporto più nulla e più nessuno, voglio andarmene.

in un posto dove nessuno parla la mia lingua

in un posto dove rifondare una vita senza ipocrisie.

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pensierini

Written by aluccia in pensieri

Stanotte c’è stato un temporalone immenso, di quelli che ti svegliano nel cuore della notte con vento e tuoni.

d’inverno la pioggia la odio, mi mette ansia. d’estate invece mi emoziona. è come quando muori di sete e trovi un bar e compri una coca ghiacciata e te la bevi tutta d’un sorso. un sollievo.

ho malissimo a tutti i muscoli del corpo, ero fuori allenamento per i 500 km che ho fatto in moto negli ultimi tre giorni. meno male, mi tonificherò un po’, che ne ho bisogno.

è bello avere la moto. mi mancava da matti. quella concentrazione assoluta di seguire la moto nelle pieghe, quella perdita di lucidità mentre segui un rettilineo lunghissimo e ti perdi nei tuoi pensieri. la magia del tuo corpo, che attaccato per pochissimi centimetri ad un sellino di pelle, rimane solidale al mezzo e sfreccia con lui.

mi domandavo. che differenza c’è tra lampi fulmini e saette? cioè, quello che ho visto adesso fuori dalla finestra dell’ufficio, che ha percorso il cielo grigio piombo lasciando una ferita simile al tracciato del tevere, era un lampo? un fulmine? una saetta?

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