incontri

Written by aluccia in casa aluccia

       Domani sono a Milano al bzaarcamp. Mi piacciono un sacco questi incontri tecnici. Io non ci capisco niente, e allora mi dedico ai rapporti sociali. Magari trovo anche un santo che mi aiuta col template. Potrebbe scapparci qualche post in diretta. Stay tuned!

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oi dialogoi

Written by aluccia in casa aluccia

giovedì sera in casa aluccia:
ermarito: questo weekend lavoro solo sabato mattina. andiamo al mare in moto?
aluccia: fico! ok andiamo a lignano.
ermarito: speriamo sia bel tempo però.
aluccia: sì, che se piove direi che ce ne stiamo a casa a guardare dvd e dormire sul divano.
ermarito: fico. speriamo non piova.

sabato pomeriggio, intorno alle 15:
aluccia: marito! piove! tutto è grigio intorno a noi!
marito: ce frega?
aluccia: no.
marito: ok, partiamo.

bruumbruumbruuuuuummm…

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A.A.A.

Written by aluccia in casa aluccia

 

Cercasi disperatamente aggregatore efficace e open source per lettura coordinata e continuativa dei feed di casa aluccia.
Astenersi perditempo, Abilon, Greatnews, Newzie.

 

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Aria di pioggia

Written by aluccia in mi suona in testa

Qui piove. Questa pioggia sancisce definitivamente la fine dell’estate, e del sole, e del caldino, e dei sandali, dei bagni in piscina, delle corse in moto a giubbetto aperto.

Tristemente in ufficio, ho scoperto quella figata che è il virtual ipod di blogmusik. Selezionando musica per la mia playlist ho trovato un sacco di vecchie canzoni che non ricordavo più. Come al solito, la magia dello shuffle colpisce ancora. Ecco qui, vecchi ricordi:

NO RAIN

All I can say is that my life is pretty plain
I like watchin the puddles gather rain
And all I can do is just pour some tea for two
And speak my point of view but itts not sane, its not sane

I just want someone to say to me
I’ll always be there when you wake
Ya know I’d like to keep my cheeks dry today
So stay with me and I’ll have it made

And I don’t understand why I sleep all day
And I start to complain that theres no rain
And all I can do is read a book to stay awake
It rips my life away but its a great escape…escape…escape

All I can say is that my life is pretty plain
You don’t like my point of view
Ya think that I’m insane
Its not sane… its not sane

I just want someone to say to me
I’ll always be there when you wake
Ya know I’d like to keep my cheeks dry today
So stay with me and I’ll have it made

                                               blind melon

per chi non la ricordasse, ecco il video.

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ho dimenticato

Written by aluccia in casa aluccia

il 7 settembre era il secondo compleanno di questo blog.

Tanti auguri a me, seppure con qualche giorno di ritardo.

Questo posto è una delle poche cose costanti da così tanto tempo della mia vita.

Per impegni, propositi, idee nuove, eccetera, si rimanda ai prossimi mesi.

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si spendaccia

Written by aluccia in fashion

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cinque

Written by aluccia in pensieri

Un lustro è pur sempre un lustro. Non ho molto da dire, non mi sono mai piaciute le ricorrenze, figuriamoci il ricordo di un giorno che nel bene e nel male ha cambiato molte cose nella vita di tutti.

In ogni caso, tempo fa ho scritto una cosa. E vorrei rileggerla oggi, per ricordare.

Quel giorno

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notturno

Written by aluccia in pensieri

Basta, mi alzo.
Si alza sui gomiti dopo due ore di sonno profondo, si guarda intorno. La noia è più forte della voglia di alzarsi e di fare qualcosa, il ventilatore che oscilla davanti a lei produce un piacevole senso di brezza lacustre. Le gambe nude, abbronzate, escono dalla tuta dell’adidas completamente sbottonata. Sopra, una canottiera bianca a costine, che lei chiama “da muratore”, una spallina scesa sulla spalla, l’ombra dei capezzoli che traspare dal bianco del cotone. Si siede a gambe incrociate sul divano, raccoglie da terra una matita, caduta dal libro che sta leggendo. Una piccola mania, scrivere a margine del libro le frasi che la colpiscono di più. Si tira su i capelli e li attorciglia con la matita, attenta ad annodarli in modo che non tirino troppo. Una spettinata alla frangia, giusto il tempo per decidersi ad aprire la finestra e respirare l’odore della sera. Una luna sfrontata osserva pettegola il cortile in penombra, velata da una trina dorata di umidità; un gattino grigio si pulisce con cura, protetto da un vaso di geranei rossi. Respira a pieni polmoni l’aria tiepida della sera. Pensa che l’estate sta finendo, e subito dopo ride del suo pensiero, e di quanto possa suonare idiota una frase comune se due cantanti in camicia a mezze maniche e occhiali strani la rendono famosa. Una falena distrae il gattino, che la rincorre goffamente, cercando il modo di volare insieme a lei. Come è bella la tua vita, esserino grigio. Dormire, pulirsi, mangiare, giocare.
Sorride ai suoi pensieri. Fa la linguaccia alla luna sdegnata, tira la tenda, ride ancora.
Va verso la cucina, si scioglie i capelli. Ha voglia di mangiare.

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Nel casco

Written by aluccia in pensieri

Adoro andare in moto. Te l’ho già detto, lo so. Non è per essere noiosa, o ripetitiva, ma quando l’ho detto, le parole non sono state abbastanza, e non sono sicura di essere stata capace di spiegarlo per bene. No, non sono così figa da guidarmela da sola la moto. La guida lui, e io da anni gli vado dietro. Cambiano le moto, cambia la durezza del sellino, o la posizione della maniglia, e delle pedaline, ma alla fine siamo sempre io dietro di lui, su un oggetto meccanico che sfreccia sulla strada. Mai avuto paura, mai. Nemmeno sei anni fa, quando con una giacchetta di pelle leggera ci sono salita sopra per la prima volta. Un chilometro, per abituarmi, e poi giù in piega. Non ho avuto paura, e lui ha continuato a piegare. C’è chi si spaventa quando vede l’asfalto corrergli così vicino al piede, o al ginocchio, c’è chi si scompone mentre sente il muro sfiorargli in casco. Io, che ho paura di tutto, in moto non ho paura di niente. La cosa che mi piace di più, dell’andare in moto, è il mondo che riesco a costruire dentro al mio casco. Il rumore, la concentrazione, l’attenzione completa che vivo in quei momenti a duecento all’ora, costruiscono lentamente un piccolo universo all’interno del capoccione argentato che tengo sul collo. Piccolo universo pieno di pensieri, che grazie alla visiera, e alle imbottiture, rimangono sigillati davanti ai miei occhi e riesco a vederli meglio, senza paura che evaporino prima che li abbia compresi nel modo migliore. Ti confido un segreto: le idee migliori mi vengono proprio lì dentro. Poi c’è il discorso del rapporto con lui. Siamo nati insieme sulla moto, e credo che quel giorno che ti dicevo prima, in cui non ho avuto paura, sia stato il primo vero momento di affiatamento tra noi due. non so come sarebbe andata, se alla prima piega avessi gridato ti prego fammi scendere. I nostri viaggi in moto sono sempre stati intensi, e bellissimi. Conservo gelosamente tanti ricordi di quei viaggi. Tutto è più intenso, forte, animale, quando viaggi in moto. Mi ricordo ogni singolo pomeriggio di caccia all’albergo, ogni notte per stazioni di servizio, quella volta che dopo mille chilometri si è demolita la catena, e ogni cinquanta chilometri dovevamo fermarci a oliarla. Le sigarette seduta in terra all’area di servizio, alle cinque del mattino. I panini con lo speck preparati con le mani sporche sull’altalena di un parchetto altoatesino. Il freddo, il caldo, la pioggia. Il mal di culo, così forte da farmi provare sentimenti primitivi di odio verso di lui, colpevole solo di non fermarsi al primo pugno sulle costole. Quando non penso, canto. Sì, canto, non ridere. Nel casco si crea una sfera di risonanza favolosa. Senti la tua voce dall’interno, che sovrasta il suono del motore, ed è proprio la tua voce. E’ una cosa che faccio nei tratti di autostrada, nei lunghi rettilinei noiosi, quando sono immobile e velocissima, e non muovo nemmeno un muscolo del corpo. E’ una noia mostruosa, fare i rettilinei, e allora canto. O dormo.

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