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Sì, viaggiare

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Posted on ott 3 2006 by aluccia

E’ una cosa che ho sempre sognato, e che solo da poco ho la possibilità di realizzare. Saltare su un aereo e andare da qualche parte, da qualsiasi parte, per liberarmi dallo stress e aprirmi la mente. Più tardi decido di partire, più bello è il viaggio. Per questo amo le compagnie aeree low cost, e le offerte speciali sui siti internet. Tempo fa organizzandoci da soli il viaggio tramite internet siamo riusciti a fare una settimana a Valencia spendendo poco più di duecento euro in due, albergo compreso. I soldi sono sempre pochi, ma alla fine è quasi una cosa positiva, perché se non hai soldi da sprecare preferisci andare in alberghi economici dove non ti senti coccolato, e allora esci presto alla mattina, e torni alla sera il più tardi possibile, in modo che riesci a goderti la città intensamente, oltre le mete turistiche, oltre le visite delle chiese e dei musei.Mi è sempre piaciuto vivere una città, più che visitarla. Non concepisco l’isolamento dei turisti, che seguono come pecore percorsi preordinati e spesso di plastica, e si sentono fichi perchè hanno visto questo museo e quella chiesa, e alla fine non hanno capito niente della città. Io amo parlare con la gente, esplorare i vicoli, osservare le periferie. Per questo conoscere la lingua del luogo per me è fondamentale, e sono fortunata perchè bene o male parlicchio un po’ di tutto. E dove non conosco la lingua, cerco sempre di farmi insegnare qualcosa, almeno i fondamentali, grazie, ciao, buongiorno, stazione, bagno.

E poi adoro vedere come la città si trasforma al calare della notte. Osservare cosa fanno i miei coetanei, cosa bevono, come vestono. Accorgermi, il più delle volte, che siamo uguali, seppur divisi da una lingua e da un clima diverso, ma che basta un sorriso, un gesto di intesa, per ritrovarci come vecchi amici a ridere e bere in un luogo che riesco a sentire mio. E poi la nostalgia che mi prende inevitabilmente ogni volta che torno a casa, dopo aver abbracciato affettuosamente il letto e salutato i miei oggetti, tutte quelle cose che mi sono mancate e che rendono la mia casa Casa.

Viaggerei sempre, una settimana in viaggio e una qui, per soddisfare il mio essere sradicata e zingara, e per imparare dalle persone e dai luoghi nuovi modi di vivere e di respirare.


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