Niente, mi piaceva il titolo.

Prima o poi tornerò ad essere.

8 comments op “L’insostenibile leggerezza del non essere”

  1. Maxime said:

    Quasi quasi potevi farne una rivisitazione cinematografica per “Qualcuno volò sul nido del culo…:D

    P.S.: come ti sentiresti se ti copiassero i post, li infarcissero di lettere “k” tanto per ringiovanirli un po’ e li spacciassero per propri? aaargh

  2. Anorexorcist said:

    ma no, perchè tornare ad essere?

  3. aluccia said:

    non c’è pericolo, maxime. sono troppo poco interessanti, anche per dei quattordicenni cerebrolesi :)

    ciao spammone!!!!

  4. Scroto Tonante said:

    prova uno due tre prova.
    BURNIN’ MY SOUL

  5. stefigno said:

    Essere o non essere questo è il problema. Confermo e condivido perchè tornare ad essere ? Meglio così. Si sta meglio così. ;-)

  6. Luca said:

    A chi lo dici stefigno, essere è difficile… ma secondo me è l’unica via per non perdersi in una miserevole felicità; quanto a te, aluccia, vedi di tornare a concretizzarti, ho appna scoperto il tuo blog e mi piacerebbe leggere qualche tuo post! Ciao a tutti

  7. Zak said:

    Mi sembra un ottimo motivo per fare un post :D
    (il titolo fiko , intendo)

  8. StreetBall said:

    “Maybe tomorrow, i’ll feel a different way, but here in my confusion, i don’t know what to say…”
    Bon Jovi cantava questo pezzo ormai 12 anni fa, ma in tempi come questi mi ricorda che senza un obiettivo vero o futile, questo percorso di vita è un traghetto pilotato dall’acre Caronte.
    Poi Aluccia saprà circuirlo per farsi portare a spasso per spese fassion.
    E se ora non ci riesce, spero che possa farlo presto.

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