I’m a fashion girl

Written by aluccia in fashion

La mia borsa preferita per questa estate. Piccola, allegra, comodissima.

Diventerà famosa? guardate le altre, che meraviglia.

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Pelle

Written by aluccia in casa aluccia

Perché era una vita che volevo farlo. Perché solo ora era il momento giusto. Perché tutto negli ultimi mesi mi ha portata a farlo.

Per ricordarmi sempre, sempre, che anche se spesso prendo fuoco e mi riduco in cenere, alla fine rinasco sempre.

Ora la mia pelle lo sa.

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Fritto Misto

Written by aluccia in casa aluccia

Per la prima volta mi è capitata tra le mani la nuova sleek can della coca cola. Carina, maneggevole, moderna. Però pare che non sia in alluminio, e che vada riciclata separatamente. Ora, vi sembra corretto? (E poi, particolare frivolo: non ha più il mio nomignolo scritto sopra)

Qualcuno si sarà preoccupato per il mio post precedente. Attila sta bene, ha concluso la tortura ieri, togliendo il catetere e tornando alla normalità. Il successivo bagnetto ha prodotto svariati graffi ed escoriazioni, quindi direi che è tornato il solito puzzone, ribelle e libero gattone soffice.

Roma è sempre Roma. L’ho goduta poco stavolta, ma intensamente. Qualche ora da sola in giro per il centro, alle orecchie la musica perfetta. Proprio così è la mia Roma: allegra e scanzonata e solare come la musica di Gennaro Cosmo Parlato, calda e sensuale e da ballare come i Buena Vista Social Club. Con tutte quelle contraddizioni che me la fanno amare, i sampietrini dissestati dove inciampo in continuazione, le cravatte svolazzanti sugli scooter, i turisti curiosi e malvestiti, le splendide signore upper class, imperiose nei loro tacchi alti e nei loro abiti firmati. E poi io, un po’ turista un po’ padrona di casa, che mi guardo intorno, e respiro, e so che quella è e resterà sempre la mia unica e vera casa.

Ho visto il concerto di Daniele Silvestri (divertente, coinvolgente), il primo dopo l’esperienza quasi mistica di Roger Waters. Mi sono ricordata che ho un debito con voi: cercare di raccontare tutte le emozioni che ho provato durante quel concerto. Ci proverò, promesso. In fondo sono passati solo poco più di due mesi.

Boh, mi pare di aver detto tutto anche stavolta. Sono ancora senza connessione, quindi abbiate pazienza: anche se non sembra, ci sono. E commentate, cribbio!

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sentirsi impotenti

Written by aluccia in gatti e affini

Attila sta male. Ha i calcoli e oggi il veterinario gli ha messo al volo un catetere per curarlo. Io sono a seicento chilometri di distanza. Domani faccio l’unica cosa necessaria qui, e poi torno su, da lui. Maledetti aerei, non c’è un posto neanche a pagarlo, e poi c’è pure l’aeroporto semibloccato. Col treno ci vorranno 7 ore minimo, tra una cosa e un’altra starò lì in serata. Fine precoce della vacanza, e vabè. Non potrei mai perdonarmi di averlo lasciato solo, che già mi manca tanto la mia famiglia pelosa, dopo 4 giorni che non li ho tra i piedi. E proprio ora, cucciolotto. Sono una mamma, sono ansiosa, ho paura.

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