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Souvenir de Tunisie

Written by aluccia in fashion

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E insomma, siccome la mia proverbiale incostanza ha provocato in me lo scazzo di finire di raccontarvi per bene la storia dell’ospedale -sia perché ormai sono passate due settimane, sia perché sinceramente quella settimana la rimuoverei volentieri dai miei ricordi- concludo il racconto con un dettaglio fashion.
Perché bisogna farsi notare anche nei momenti di maggior difficoltà, essere sempre all’ultimo grido, attirare gli sguardi e dimostrare a tutti che si sta bene anche quando si sta male.
E allora i simpatici tirocinanti di cardiologia sicuramente non potranno mai dimenticare la mia collezione di magliette con pecore mucche e gattini.
E soprattutto non potranno mai, e dico mai, dimenticare questi:

giusto?

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The Keith Haring Show

Written by aluccia in fashion

Sono andata alla Triennale piena di curiosità verso questo artista, senza saperne nulla, senza conoscerne null’altro che gli omini senza volto, incastrati uno sull’altro, dipinti in nero su bianco con tratto grosso, un po’ di rosso ogni tanto. Ho scoperto un artista vero, completo, profondo. Appena dieci anni di produzione, per diventare immortale. Che la morte, dopo aver tanto intensamente vissuto, se l’è portato via presto, prestissimo, ad appena 32 anni. Insomma, oltre agli omini c’è molto, molto di più. C’è un artista profondamente colto, curioso, vivace. C’è un uomo che assorbe la vita e la rielabora con tratti definiti, precisi, elementari. C’è una concezione dell’arte aperta a tutti, da trovare ovunque e da produrre ovunque.

La tela come materiale in sé è meravigliosa. È robusta, può essere venduta e in un certo senso è duratura. Ma mi inibisce. Spendo otto dollari per una tela di 75 centimetri per cento e per la pittura a olio; poi vado in paranoia per come riuscirà perché ho speso 12 dollari per quel quadro e penso che debba valere qualcosa. Invece, quando dipingo su un pezzo di carta che ho trovato oppure ho comprato a poco prezzo, e uso l’inchiostro ad acqua, faccio un intero quadro di 120 centimetri per duecentosettanta senza aver speso praticamente nulla.

Emblematica l’avventura degli underground paintings: a New York, nella metropolitana, le pubblicità venivano coperte con spessi cartoni neri. Per Haring erano irresistibili. Con un gessetto bianco, gli anonimi cartoni neri iniziarono ad assorbire la fantasia sconfinata dell’artista. Da writer a leggenda metropolitana, nel momento in cui i suoi disegni estemporanei iniziano a venire rubati e rivenduti, smette di disegnare nell’underground. Pop art, dunque, riconosciuta e stimolata dai maestri Andy Warhol e Jean-Michel Basquiat, che lo proteggono e lo portano a gestire meglio l’enorme popolarità acquisita, sebbene lui facesse molta fatica a riconoscersi un un movimento.

Non c’è nessuno di quelli che stanno lavorando in questo momento che si avvicini neppure vagamente al mio stile, al mio atteggiamento o ai miei principi. [...] Ci sono svariate persone il cui lavoro ha delle somiglianze, per certi aspetti, con quello che sto facendo, ma nessuno le ha tutte. Persino Andy Warhol, a cui vengo spesso paragonato, è di fatto un tipo di artista molto, molto differente.

Nelle parole dello stesso artista si comprende praticamente tutto quello che con la sua opera ha voluto dimostrare al mondo:

Le mie indagini, proprio perché hanno a che fare con parole ed idee umane molto semplici e comuni, sono molto universali, vogliono essere molto universali, ed essere comunicative in modo universale.

I miei disegni potrebbero essere disegnati su qualsiasi supporto o materiale, come i geroglifici egizi, i pittogrammi maya o indios. I miei disegni vogliono attivare una superficie e diffondere energia. E trasformare una superficie neutra, anonima, dandole una personalità.

E’ difficile riuscire a sintetizzare meglio di egli stesso le emozioni chei suoi quadri suscitano, guardandoli ed osservandoli senza lasciarsi distrarre dalla forza delle linee ripetute, dal labirinto di linee che distoglie e distrae lo sguardo, ma guardando, ed osservando, dentro le linee, seguendone le forme e comprendendone lentamente e spesso con difficoltà il vero valore iconografico e simbolico. C’è solo da guardare le sue opere, e imparare a superare l’immagine patinata e assolutamente relativa di un artista che in 10 anni ha saputo diventare uno degli ultimi grandi maestri dell’arte contemporanea: ecco due ricche gallery da guardare , la sua biografia , alcune citazioni dai suoi diari

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fox.jpg

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alla fine è passata

Written by aluccia in fashion

 hippo.jpg

 sarò sexyssima.

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ci addobbiamo pure noi

Written by aluccia in fashion

Ecco fatto, anche questo blog si trasfigura in occasione delle feste natalizie.
Siccome di alberi e presepi e ghirlande e stelle di natale ce n’è a iosa, ho deciso di trasformarmi nell’adorabile gingerbread man.

ho anche abolito il rosso, che ho sentito da qualche parte che il vero babbo natale era vestito di verde, finché non è arrivata la cocacola a strumentalizzarlo.

Buoni addobbi a tutti.

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ghirlanda.jpgDicembre si avvicina, e con l’inizio dell’ultimo mese parte l’invasione natalizia. Ora, prima che qualcuno pensi che sono una miscredente odiosa, ci tengo a precisare che adoro il Natale, se non fosse per la gente nevrotica, per i soldi che vorrei spendere e che non ho, per i pranzi con i parenti, per la tombola.
Ah, sì, anche per i regali ignobili di mia suocera.

Comunque.

Invasi dall’atmosfera natalizia, mica vorremo farci affascinare da quelle tristi ghirlande funebri che si trovano sulle migliori porte di casa? e poi quegli orrendi babbinatale appesi fuori dalle finestre, ma per favore. 

Un vero blogger trendy il suo addobbo natalizio se lo fa da solo.

Oggi io ho provveduto a fare il mio.
Gli ingredienti sono facilmente rintracciabili all’ikea, e ci tengo a precisare che nella foto no si vede che ci sono pure le luminarie. Che ne dite?

Non so ancora se mi piace davvero o no. Intanto l’ho appeso alla porta del bagno per rimirarlo e cercare le eventuali magagne da correggere.

Sì, in bagno, perché ricordatelo: gli addobbi si mettono l’otto dicembre.  

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Wishlist #3

Written by aluccia in fashion

Eccoci ad un altro appuntamento con la mia wishlist.
Ho saccheggiato un po’ di siti di gadget, e non ho tutti i link così al volo.
Però prometto di fare un post con tutti i link, alla fine di questi post perditempo, facili da scrivere e veloci da pubblicare.
Fatemi laureare e poi tutto sarà molto più accurato :)

Dunque, dunque. Iniziamo:

#a      Vi è mai capitato di alzarvi di notte per fare la pipì o andare a bere, ma accendere la luce per giungere alla meta vi provoca traumi sconvolgenti alle pupille addormentate, per non parlare degli ostacoli sulla strada?
A me è capitato eccome, e queste fanno decisamente al caso nostro. Mai più spigoli contro il malleolo!

#b      Se c’è una cosa che vorrei fare nella mia casa, è rifare il bagno. Togliere quelle tristi piastrelle grigine e lucide e fare un bel rivestimento nero e verde vivo. Ma poi, da fissata paranoica maniaca del dettaglio, mica potrei più usare la tenderly granrotolo, no? Ecco la carta igienica più giusta del momento. Per un bagno sexy.

#c      Dal bagno alla cucina. Invece che tenere il pane in quei tristissimi sacchetti di carta che ti dà il panettiere, ci vuole un oggetto adatto ed elegante, ben in vista sul piano di lavoro. Acciaio, legno, e il gioco è fatto. Adoro gli oggetti zoomorfi.

#d      Sempre per mangiare, ma anche no: una galleria fantastica di valigette portapranzo (sì, insomma, la schiscetta, o come si chiama in altre parti d’italia). Io le comprerei tutte, e non certo per metterci dentro alimenti.

#e      Borse, che passione. Questa è da vero nerd. Da gente che si gira per la strada, aggiungerei.

#f      Ho una banale calcolatrice a casa, uno di quegli oggetti da nascondere, senza un filo di design, con tutti i tastini ammassati e anche un po’ consumati. Meno male che ho trovato un ottimo sostituto per la mia scrivania. (vabè, non fa i logaritmi, ma non si può avere tutto).

#g    Pensavate che avessi dimenticato il mio ipod? direi di no. Associo due delle mie passioni? ma sì, via. Gatti più ipod uguale questo. Ovviamente da comprare il prima possibile, soprattutto per via della comodissima coda avvolgicuffie.

Alla prossima! 

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wishlist #2

Written by aluccia in fashion
 
— speciale Viceversa

Come posso non iniziare dalla cucina?

#a    Oggettino spettacolare, questo, soprattutto se si ha dell’aggressività repressa.
#b    Ma anche queste non mi dispiacciono neanche un po’, con quell’aria vintage.
#c     E che dire di questo? Quasi quasi mi viene voglia di noci…
#d    Per il sale e pepe non immagino soluzione migliore.
#e    Arriva l’inverno, e che voglia di spremute. Appurato che questo sbrodola ed è scomodo, proverei con l’elettrico.
#f     E questo chissà se funziona come un vero biberon?

Alla faccia dell’autunno che incalza, passiamo all’esterno:

#g    Stiamo uscendo dalla stagione propizia, ma lo segno per il prossimo anno.
#h    Magari insieme a questi bellissimi accessori.

Una perfetta donna di casa non può non pensare all’igiene:

#i    Con questa,
#j    E questa.

(comunicazione di servizio: manca un mese alla laurea e sono davvero molto impegnata. perdonatemi se non seguo come al solito i vostri commenti, ma dopo quattordici ore di disegno al computer non ho proprio voglia di passarne altre come passatempo sul mio blog)

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Facciamo un gioco

Written by aluccia in fashion

Supponiamo che aluccia (o meglio, una persona a lei molto vicina) decida di aprire un bar.
Un bar generico, non ben precisato, visto che ancora non esiste.
Aperto, supponiamo, sia di giorno che di notte.
Non grandissimo, diciamo un centinaio di metriquadri in tutto, che a tradursi così ad occhio e croce sono una trentina di posti a sedere.

Facciamo che ognuno di voi mi dice le cinque cose che un bar deve assolutamente avere per accattivarsi la vostra frequentazione assidua e la vostra pubblicità?
(ecco, a pensarci bene, anche le cose che non deve avere, se proprio volete sbattervi)

Per iniziare, dico le mie: (mi piglia così con le liste, in questi giorni)

  • il parcheggio vicino: in città è sempre un incubo, e anche se amo camminare, se ho un taccodieci non sono molto contenta di fare due chilometri.
  • la musica giusta: se c’è gigi d’alessio giuro, esco e cambio bar. Ma anche la musica da discoteca provoca la stessa mia reazione.
  • il volume della musica: detesto urlare per comunicare. Se vado in un posto, e ci vado con delle persone, non vedo perchè devo arrestare la comunicazione e avere mal di timpani il giorno dopo.
  • il/la barista-cameriere/a simpatico/a: se mi serve un caffè con aria antipatica, arrivederci e grazie. Se mi fa un sorriso e magari parla anche solo del tempo, è promosso/a.
  • il bagno carino: ordinato, nuovo, e soprattutto senza la turca. Mi è capitato un paio di volte di trovare delle riviste e dei distributori di profumo e preservativi, vasi di fiori e sedie comode. mi sembrano tutte cose molto simpatiche.

Ho tralasciato i dettagli sulla pulizia e sulla qualità delle cose da mangiare e da bere, perché mi sembrano quantomeno scontati.

Mi raccomando, allora. aspetto i vostri consigli! 

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wishlist # 1

Written by aluccia in fashion

 
Ovvero:
primo elenco di cosette varie che comprerei volentieri avendo i fondi necessari.

 

#a (già detta) questo cosetto qua

#b se la fanno blu ci sta troppo in camera da letto

#c non posso fare i cocktail senza questo

#d  le lampade…che passione

#e per finire, al mio tigrotto, un regalo per gatti fashion.

 

Direi che per ora può bastare.

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