mangiare con gusto la cena - carbonizzata - che lui ti ha preparato con tanto amore (e scarsa esperienza)
uno dei miei sogni sensuali più ricorrenti
è fare la crema con un uomo
mescolare insieme il latte con il mestolo di legno
lentamente
con attenzione
aggiungere gli ingredienti uno ad uno
in silenzio
assaggiarla soffiando insieme sul mestolo
e giocarci poi quando è ancora tiepida
in mille modi diversi
è una roba che mi manda al manicomio
il profumo della vaniglia
il tiepido
il giallo
ecco
il giallo è un colore sensualissimo per me
è la forza dell’uovo
l’energia del sole
il dolceamaro del limone
sì, se dovessi dare un colore alla sensualità
direi giallo.
Adoro la farina di mais. Mi piace il colore, la consistenza, la delicatezza della farina di mais. Qualsiasi cosa la contenga mi piace.
Il mais da solo invece mi fa schifo. Non è così magico.

Ricordarsi che dopo averlo assunto voracemente e con gola smisurata, tende a uscire da dove è entrato, verso le 4.30 del mattino.
Evitare accuratamente nei prossimi mesi, e sostituire con liso bollito.
Ero stranamente ispirata, stasera. E siccome avevo un po’ ditempo, e il frigorifero inusualmente pieno, mi sono divertita un po’.
Il risultato delizia gli occhi, e il palato, anche se un po’ troppo pesante per i miei gusti.
Siccome come mio solito quando sono in cucina invento, ecco la ricetta.
Gli ingredienti sono semplici:
Una melanzana, tagliata a listelli infarinati e fritti in olio bollente nel wok.
Un pomodoro rosso (purtroppo d’inverno fanno un po’ schifo, ma si trovano dei buoni cuore di bue piuttosto saporiti) tagliato spicchi sottili.
Del formaggio in fiocchi, tipo yocca o similari.
Della mortadella tagliata a striscioline.
Una fetta di cotto di praga modellato a rosa.
Sale, olio d’oliva a crudo (secondo me deve avere un gusto piuttosto forte, per esaltare il tutto).
In pratica è una rivisitazione in ciotola della parmigiana a crudo.
Se avete voglia di impuzzare tutta casa di fritto, provate.
Otto chili di pomodori rossi.
Maturi.
Da sugo.
In offerta.
Ben disposti in una deliziosa cassettina di legno.
Come resistere?
Domani, tre pentole:
Sugo al basilico
Sugo ai funghi
Sugo al ragù
Da congelare nelle apposite vaschette
Per un inverno al sapore di estate.
Sono un disastro
A mangiare il gelato
Se il gelato
E’ grosso così
Anche se è buono
Anche se è fresco
Mi impiastriccio
Mi appiccico
Ma non lo butto via
Lo mangio tutto
Fino alla fine
Però
Tutto sommato
Potrei prendere
Una coppetta.
Rispondo volentieri a questa catena che mi ha passato la mia zietta virtuale Suiseki. Un po’ perché alla zia Suì non so dire di no, un po’ perché parlare di cibo mi piace sempre un bel po’. Dunque, eccomi:
1-il tuo primo ricordo di te stessa cucinando?
Due, tre anni al massimo, sul balcone della nonna a giocare (da sola) a pentoline. Strappavo tutte le foglie dalle piante aromatiche, e poi le cucinavo con l’acqua e i fornellini di plastica. Avevo una cucina in miniatura più accessoriata di quella vera che ho adesso.
2-chi ha influenzato di più il tuo stile culinario?
In qualche modo, mia madre, che ha sempre assecondato tutti i miei capricci. Ma la passione della cucina me l’ha trasmessa mio papà, che cucina seriamente una volta l’anno, a Natale, per venti persone, e quel pranzo non se lo dimentica mai nessuno per tutto l’anno seguente.
3- possiedi del materiale fotografico che possa provare un interesse precoce per il mondo culinario? te la senti di farcelo vedere?
Di sicuro ce l’ho. Vai a capire però, con tutti questi traslochi, dove sono finiti i documenti compromettenti!
4- hai qualche fobia culinaria? un qualche piatto che solo a pensarci ti viene il sudore?
L’aglio. Sono capace di sentire uno spicchio d’aglio in una pentolona di sugo. Strega, decisamente.
5- il gadget in cucina che funziona meglio / quello che ti ha deluso di più?
Che funziona meglio: parimerito il pelapatate Epluchtoo di Phillippe Starck, il simpaticissimo apribottiglie Diabolix.
Peggio: la mezzaluna della stesa serie di Starck, il famosissimo Juicy Salif, sempre di Starck (bellissimo sulla cappa d’acciaio, ma per spremere un arancio è una mezza tragedia di sbrodolamenti vari. Senza contare che non trattiene i semi, il che mi disturba notevolmente)
6- un abbinamento cibario strano che mi piace e che probabilmente non piace a nessun altro…
Sono decisamente poco originale. I crackers salati con la nutella sono il massimo dello strano, per me.
7- quali sono le tre cose commestibili senza le quali non potresti vivere?
Cioccolato fondente, patate, pomodori rossi (quelli che crescono al sole della puglia, non quelli colorati col pennarello in serra).
8- tre domandine al volo:
il mio gelato preferito:
Cioccolato e crema. L’ho già detto che sono poco originale?
non mangerei mai:
Le verdure cotte non frullate. Mi fanno senso. E le cose troppo piccanti.
il mio piatto/firma:
I saltimbocca alla romana, la carbonara, la pasta con gli avanzi del frigorifero.
Posso aggiungere un’altra autodomanda stile marzullo? vado:
La cosa più assurda che hai mai mangiato:
Il coccodrillo alla piastra. A Cuba.
Questa la passo.
Andrea, a te, con le mirabolanti ricette genovesi.
Poi a Trenta, collezionista indomito di catene, che mi parlerà della leggerissima cucina friulana.
Infine chiamerei in causa un romano, magari anche un po’ meridionale di origini, via. Ste, mi senti?
Vado a farmi un panino. Mi è venuta una fame!
Ieri sera mi hano somministrato l’ennesimo sedicente tiramisù.
In questo caso era fatto con panna vegetale e pan di spagna.
Il precedente aveva crema pasticciera e orosaiwa.
Quello prima ancora aveva i frutti di bosco al posto del cacao.
Ecco, io mi sarei stufata di mangiare poltiglie immonde spacciate per il re dei dolci al cucchiaio.
Quindi faccio un piacere al mondo, e vi omaggio della VERA ricetta del tiramisù.
E non dite che non vi voglio bene.

INGREDIENTI:
5 uova (5 tuorli e 3 albumi)
500 grammi di mascarpone
4 cucchiai di cognac
500 grammi di savoiardi
6 tazzine di caffè
110 grammi di zucchero
cacao amaro quanto basta
Amalgamare bene i 5 tuorli con lo zucchero, fino ad ottenere una crema liscia.
Aggiungere il mascarpone a cucchiaiate e infine il cognac. Amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Montare a neve ferma con un pizzico di sale i 3 albumi.
Aggiungerli a cucchiaiate alla crema , facendo attenzione a mescolare sempre nella stessa direzione per non far smontare gli albumi.
Bagnare i savoiardi su entrambi i lati nel caffè zuccherato e tiepido.
Distribuire i savoiardi in uno strato nella pirofila.
Aggiungere uno strato di crema, e continuare a comporre per tre strati, che termineranno con la crema.
Spolverizzare con cacao amaro.
Mettere in frigo per almeno un’ora.
Latest comments
- dadevoti: Scottata?...
- stefigno: Buona Abbronzatura ! :)...
- segni PARTICOLARI: Ma allora non chiudi baracca e burattini! ;)...
- silentman: E' questo il motivo del maschilismo dilagante...
- Nevskji: l'ultima frase mi sembra la più azzeccata. della canzone, intendo....
- forzaroma1993: io lo fatto da solo con il ghiaccio e l'oorecchino quello x le orecchie dp ftt ho mes...
- theo: Secondo me ci percula :D...
- stefigno: E quindi ? ......... chiudi il blog ? :)...
- stefigno: Rimettiti!!!!! , vabbè vengo lì e ti preparo una tisana suvvia :) bacio !...
- segni PARTICOLARI: ... povera piccola!!...
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Dottore! Ridammi euforia - Se nuoto nel fango è solo colpa mia
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